Deficit commerciale alle stelle
- Redazione
- 7 mar 2019
- Tempo di lettura: 2 min
SCHIAFFO AL PRESIDENTE: NONOSTANTE I DAZI UN “ROSSO” DA RECORD CON LA CINA

NEW YORK. Il deficit commerciale americano schizza a 621 miliardi di dollari nel 2018, il livello più alto da dieci anni. E per Donald Trump si tratta di uno schiaffo e uno schiaffo pesante, che mette in dubbio l'efficacia della politica dell'America First e sul taglio delle tasse varato dalla Casa Bianca. Un taglio che ha gonfiato i portafogli degli americani e spinto le importazioni, con uno shopping che ha interessato i prodotti non 'Made in Usa'. Trump ha fatto della riduzione del rosso commerciale, definito in più occasioni una 'minaccia all'economia', una delle sue priorità. O almeno un'ambizione da affrontare anche in modo estremo con i dazi. Ma neanche la guerra commerciale con la Cina è riuscita a far diminuire il disavanzo. Anzi nel 2018 il rosso con Pechino è salito alla cifra record di 419,2 miliardi di dollari, con un aumento di 43,6 miliardi rispetto al 2017 grazie a una contrazione delle esportazioni americane del 7,4% e una crescita dell'import dalla Cina del 6,7%. Il balzo del 12,5% del deficit commerciale dello scorso anno ai massimi dal 2008 è legato alla forte domanda dei consumatori americani che, con più soldi in tasca con il taglio delle tasse da 1.500 miliardi di dollari di Trump, hanno spinto le importazioni, salite del 7,5% a fronte del +7,5% segnato dalle esportazioni. Anche la decisione delle aziende americane di anticipare gli acquisti di prodotti cinesi, al fine di evitare possibili dazi più pesanti in futuro, ha favorito l'aumento dell'import. Completa il mix il dollaro forte che, se da un lato favorisce gli acquisti dei con sumatori americani, dall'altro penalizza le esportazioni, già gravate dalle misure ritorsive contro le azioni commerciali unilaterali della Casa Bianca. Le misure varate dall'am- ministrazione non hanno avuto effetto soprattutto sulle importazioni di beni, quelle nel mirino del presidente: lo scorso anno il deficit commerciale per i beni - quello al netto dei servizi quali quelli bancari, il turismo, la proprietà intellettuale - è volato alla cifra record di 891,2 miliardi di dollari, il livello più alto della storia. Trump ha puntato il dito più volte contro i suoi predecessori per spiegare l'elevato rosso commerciale. Ma i dati fotografano una realtà diversa: nonostante i dazi sull'acciaio e l'alluminio e la guerra commerciale con la Cina, il disavanzo è cresciuto di 119 miliardi di dollari nei due anni di Trump alla Casa Bianca. E anche in caso di un accordo commerciale con la Cina in grado di disinnescare la battaglia dei dazi, per Trump una riduzione del deficit commerciale americano non sarà un obiettivo fa- cile da centrare visto come l'effetto del rallentamento globale sulle esportazioni.
















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