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Dentro o fuori

  • 23 giu 2016
  • Tempo di lettura: 2 min

BREXIT/OGGI IL REFERENDUM SULL’USCITA DALL’UE.


Sono 46,5 milio- ni gli elettori chiamati oggi a rispondere “Leave” o “Re- main” al referendum sull’Ue. Le ultime cartucce di una campagna elettorale molto dura sono state sparate ieri. In primo luogo dai due rivali dei Tory: il premier David Cameron, “campione” di Re- main, e l’ex sindaco di Lon- dra Boris Johnson, l’uomo bandiera dei Leave.

Cameron ha rivolto i suoi appelli finali in una raffica di interviste sui giornali, ma an- che fra la gente: la Gran Bre-

tagna - ha insistito - è e sarà “più prospera, più forte e più sicura” se resta “in un’Unione Europea rifor- mata”. Il tentativo delle ul- time ore dei filo-Ue è stato quello di inchiodare i rivali di Leave alla piattaforma “estremista” di Nigel Fara- ge: il tribuno dell’Ukip, che del divorzio da Bruxelles ha fatto una ragione di vita e che ieri sera affermava di sentire “profumo di vitto- ria”.

I conservatori euroscet- tici guidati da Johnson e dal

ministro della Giustizia Mi- chael Gove hanno provato al contrario a prendere le di- stanze dallo scomodo com- pagno di viaggio e, almeno negli ultimi giorni, ad abbas- sare un po’ i toni: special- mente dopo l’uccisione di Jo Cox, la deputata laburi- sta paladina dei migranti e dell’integrazione europea che proprio ieri sera, nel giorno in cui avrebbe do- vuto compiere 42 anni, è sta- ta commemorata a Trafalgar square, nello Yorkshire e in varie città del mondo in un

clima di commosso omaggio alla sua figura e alle sue idee. I numeri-simbolo degli schieramenti opposti resta- no intanto due: per Remain le 4300 sterline all’anno che ogni famiglia britannica per- derebbe per le conseguenze di un’eventuale Brexit; per Leave i 350 milioni di sterli- ne che la Gran Bretagna ri- sparmierebbe alla settimana. Nella foto, la bandiera britannica (prima a destra)

sventola a Strasburgo


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