Deutsche Bank sempre cinese
- 4 mag 2017
- Tempo di lettura: 2 min

LAVORO/CON IL 9,92% HNA DIVENTA IL PRIMO SOCIO SCALZANDO BLACKROCK
ROMA. Deutsche Bank diventa più 'cinese': il primo azionista del colosso bancario tedesco non è più il fondo ameri- cano Blackrock ma la conglomerata cinese Hna, un gruppo le cui attività vanno dalla finanza ai trasporto aereo agli hotel e la cui mossa rafforza i legami fra Pechino e Berlino, nel nome della globalizzazione e in barba a Trump. Hna, che già a febbraio aveva dichiarato una partecipazione del 3% spiegando che sarebbe salita ulteriormente sottoscrivendo l'aumento di capitale da otto miliardi di Deutsche Bank, è ora al 9,92%, diventando il primo azionista, lasciando indietro Blackrock al 5,9% e la famiglia reale del Qatar, anch'essa vicina al 10% ma con due veicoli d'investimento separati. Un'operazione che appare ben studiata e 'validata' dai piani alti di Francoforte: la partecipazione di Hna, gruppo controllato dal miliardario cinese Chen Feng che vanta numerose partecipazioni in Europa, avviene tramite un veicolo finanziario strutturato dal gestore austriaco C- Quadrat Investment, il cui amministratore delegato Alexander Schuetz è stato designato membro consiglio di sorveglianza di Deutsche Bank, con una decisione da ratificare nell'assemblea degli azionisti del 18 maggio.Una buona notizia, l'ingresso di inve- stitori di 'peso' in un'azionariato da public company, per l'amministratore delegato John Cryan, impegnato a una strategia di crescita dopo anni di difficoltà e perdite in particolare per le cause legali. Vista da Berlino, è il sigillo (non scontato dati i forti venti di protezionismo) sul legame sempre più forte con la Cina, che ha da poco soppiantato gli Usa come suo primo partner commerciale con un interscambio di circa 170 miliardi di dollari nel 2016: un rapporto fatto di export (la Cina è fra i pochi paesi in surplus verso la Germania, con 17 miliardi nel 2016), di delocalizzazione della produzione tedesca, e di investimenti. Solo nel 2016, gli investimenti diretti cinesi nella Ue hanno segnato un rialzo del 76% a 35 miliardi di euro (contro i 7,7 miliardi di investimenti europei in Cina) secondo una ricerca del think tank tedesco Mercator. Con acquisizioni importanti: a partire da Kuka, gruppo tedesco dell'automazione e della robotica industriale molto all'avanguardia e piuttosto strategico per Berlino per il quale, tuttavia, non si erano fatti avanti investitori continentali. In questo primo scorcio di 2017 è proprio Hna a guidare gli investimenti esteri della Cina con i suoi 5,5 miliardi di dollari di acquisizioni (prima di Deutsche Bank). Lo squilibrio negli investimenti, così come gli altolà contro la Cina lanciati dalla nuova amministrazione Usa, contano poco di fronte alla ricerca di investi- tori in un settore come le banche. Tanto più che Hna è ben presente in Europa
















Commenti