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Deve fermare la vendetta

  • 19 lug 2016
  • Tempo di lettura: 3 min

TURCHIA/AVVERTIMENTO UE E USA: CON LA PENA DI MORTE SARÀ ADDIO ALL’EUROPA


BRUXELLES. La Turchia di Erdogan deve fermare la sua "vendetta" sui golpisti e gli oppositori, tornare sulla stra- da del rispetto delle regole democratiche, dello stato di diritto, della separazione dei poteri e dei diritti umani e ri- nunciare all'idea di ripristina- re la pena di morte, se non vuole dire addio alle sue aspi- razione europee.

Il golpe e la purga

MORTI nel fallito colpo di Stato STATALI LICENZIATI 13.022

Le migliaia di arresti, l'assassinio del vice sindaco d un comune di Istanbul dicono il contrario. Ma da Bruxelles, dove il tentato golpe e la reazione del governo sono stati al centro del Consiglio esteri cui per la prima volta della storia ha partecipato un segretario di Stato americano, Federica Mogherini e John Kerry lanciano un monito chiaro di Europa e Usa uniti sulla stessa linea: "Non ci sono scuse" per portare la Turchia su un percorso diver- so. Ed il capo della diplomazia di Obama da una parte sfida Ankara a mandare "prove solide e non accuse" per l'estradizione di Gulen, dall'altra sottolinea che la reazione di Ankara sarà se- guita "molto attentamente" dalla Nato. Il Washington Post interpreta la frase come una minaccia allo status di membro dell'Alleanza Atlantica, i portavoce di Kerry chiariscono che è lettura eccessiva.

Nel pomeriggio il segretario generale del- l'Alleanza, dopo una telefonata con Erdogan, ribadisce che è "essenziale" che Ankara "come tutti gli alleati assicuri il pieno rispetto della democrazia" ed etichetta la Turchia come "alleato di valore" cui la Nato "dà solidarietà in questi tempi difficili".

Ma a preoccupare "fortissimamente" l'Eu- ropa non sono solo quelli che il ministro de- gli esteri Paolo Gentiloni definisce tout court "gli abusi delle ultime 24-36 ore", in cui è evi- dente che Ankara avesse "liste già prontecome denuncia il Commissario per il vicinato Johannes Hahn. Cosa di cui lo stesso Genti- loni non dubita. Lo strappo più grande sarebbe quello di tornare alla pena capitale. "Nessun paese può diventare membro della Ue se introduce la pena di morte", scandisce Federica Moghe- rini. Concetto identico a quello espresso dal portavoce di Angela Merkel a Berlino: "Sia- mo categoricamente contro la pena di morte. Un Paese che la pratica non può essere mem- bro della Ue". E la stessa Cancelliera lo sotto- linea con "urgenza"al diretto interessato con una telefonata ad Erdogan. Ora per Unione europea e Stati Uniti si apre la partita della pressione politica e diplo- matica per far tornare la Turchia sui suoi pas- si. Paolo Gentiloni, che non dà credito alle voci di golpe costruito a tavolino, evidenzia che con Ankara ci sono "moltissime leve" a cominciare dalla ripresa del dialogo facendo pesare che la Ue è il vicino più grande ed il primo partner commerciale. Ma da una parte rimprovera all'Europa di aver "chiuso la por- ta 10 anni fa" e di averla riaperta "due anni fa soltanto perché c'era un'emergenza sui flussi migratori". Dall'altra avverte che con la Tur- chia si aprirà una "partita geopolitica di un certo interesse". Non la nomina esplicitamen- te, ma allude alla Russia quando parla di "sog- getti che si stanno muovendo su scala inter- nazionale per far capire che ci sono altre relazioni possibili che si possono aprire". Ed in- vita la Ue ad "essere fermi sui principi ma neanche troppo ingenui". Anche se, avver- te, la Turchia non si deve illudere di essere protetta dall'accordo sui rifugiati: "I principi restano principi, non ci rinunciamo perché c'è l'accordo, altrimenti è l'edificio stesso del- la Ue ad essere messo in discussione".


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