Di Maio: l’investitore va protetto
- Redazione

- 1 feb 2019
- Tempo di lettura: 2 min
BANCHE/IL VICEPREMIER ATTACCA L’UE PER LO STOP AI RISARCIMENTI AI RISPARMIATORI

BRUXELLES. Ue e Italia tornano a scontrarsi sulle banche, con due filosofie di nuovo contrapposte: quella italiana secondo cui ogni euro investito in un istituto va protetto, e quella europea che invece ritiene giusto far pagare chi, investendo, ha accettato di correre un ri- schio.
Nel mirino della Commissione Ue è finito quindi il decreto del Ministero dell'Economia, atteso a giorni, che dà il via al ristoro dei risparmiatori colpiti dai crack bancari.
L'annuncio l'ha dato il vicepremier Luigi Di Maio: "Oggi è arrivata una lettera dall'Ue sulla misura che abbiamo introdotto per i truffati delle banche, che sembra dirci 'non lo potete fare’: noi lo facciamo e basta, non esiste che l'Ue ci debba dire come risarcire i truffati dopo che evidentemente Bce e Bankitalia non hanno controllato".
Di Maio si riferiva ad una lettera che la dg concorrenza e quella stabilità finanziaria hanno inviato al direttore generale del Tesoro Alessandro Rivera, per chiedere informazioni su un decreto i cui contorni non sono ancora definiti.
Ma su cui la Ue ha già più di qualche timore, espresso nelle ultime settimane di contatti. L'ultima bozza del decreto, molto distante dalle regole comuni, ha spinto Bruxelles a formalizzare le sue perplessità. Tecnicamente, si tratta di una richiesta di dettagli. Politicamente, è un avvertimento a non allargare troppo la platea dei rimborsi. Il timore più grande della Ue è che l'Italia di fatto aggiri 'bail in' e del 'burden sharing', cioè il coinvolgimento dei privati nei salvataggi
bancari. Il principio che ha sempre ispirato l'antitrust Ue in questi casi è che non si può prendere con una mano e ridare con l'altra. Ciò detto, allo Stato non è vietato intervenire per rimborsare i truffati, come già successo per gli obbligazionisti vittime dell'operazione sul- le quattro banche o delle venete. Devo- no però essere clienti retail e non azionisti perché questi, secondo le regole Ue, è giusto che paghino visto che in tempi buoni staccavano cedole. Ci sono poi altri paletti. Primo: un Tribunale o un arbitrato indipendente deve stabilire l'esistenza della vendita fraudolenta (misselling) di bond. Secondo: la banca deve essere uscita dal mercato e quindi non può compensare lei stessa le vittime. Terzo: la compen- sazione avviene solo dopo 'bail in' e 'burden sharing', ovvero dopo che gli investitori hanno subito le perdite connesse alle nuove regole dei salvataggi bancari. La misura italiana sembra invece voler allargare di molto la platea: "Non possiamo prendere coloro che già hanno passato un calva- rio in questi ultimi anni, metterli in mano a un lodo arbitrale e cominciare un contenzioso, non è questa la nostra intenzione e l'Europa se ne deve fare una ragione", ha detto Di Maio.
Intanto in Italia salta l'emendamento al decreto Carige contro le 'porte girevoli’, ovvero il passaggio di ex dipendenti di organi di vigilanza alle banche controllate. Mentre l'Ue avvia un'indagine su otto banche per un possibile cartello sul trading di titoli di Stato.
















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