top of page

Diabolik, caduto in trappola

ROMA/L’OMICIDIO DI PISCITELLI: SI SEGUE LA PISTA DEL TRAFFICO DI DROGA IN MANO AGLI ALBANESI



ROMA. Diabolik è caduto in una trappola. Ora bisogna capire di chi. Gli uomini della squadra Mobile e della Dda, scavando tra i tanti nemici di Fabrizio Piscitelli, l'ultras della Lazio con un curriculum criminale ucciso mercoledì a Roma, in queste ore battono la pista dei clan che controllano il flusso della droga nella Capitale.

Gruppi organizzati che fanno capo alla camorra, col boss Michele Senese, e anche agli albanesi. Tanto che la Procura contesta l'aggravante mafiosa. Perchè le modalità del- l'esecuzione, un colpo diretto in testa, conducono al killer esperto. Che dopo lo sparo è fuggito a piedi. Ma nel piano da professionista c'è stato un imprevisto: la pistola, dopo il colpo mortale a Diabolik, si è inceppata.

Questo è quanto è stato ricostruito dal racconto di un uomo e una donna, che hanno assistito all'agguato nel parco degli Acquedotti, e soprattutto del superteste, ovvero l'autista di Piscitelli. "L'ho portato lì perché aveva un appuntamento", ha detto l'uomo che era seduto con Piscitelli sulla panchina.

Se fosse anche lui nel mirino del killer e la pistola inceppata lo ha salvato sarà appurato dagli inquirenti. Ora è il superteste e il suo racconto, 'il killer aveva la pelle bianca', è la traccia fondamentale per le indagini. Fabrizio Piscitelli, questo è certo, aveva molti nemici, sopratutto nella criminalità organizzata, anche quella dell'est.

E' l'elemento da cui partono le indagini della Direzione distrettuale antimafia di piaz- zale Clodio per cercare di dare un nome al killer che nel tardo pomeriggio di mercoledì ha freddato "Diablo". Gli inquirenti stanno ricostruendo la rete di rapporti che Piscitelli aveva creato in questi anni e in cui è stato coinvolto in varie vicende anche giudiziarie.

Le intercettazioni disposte subito dopo l'omi- cidio avrebbero fornito elementi utili alle in- dagini e date conferme sul fatto che l'ex capo degli Irriducibili aveva conti in sospeso con più di una persona. "Piscitelli aveva molti affari con vari gruppi criminali. Siamo in pre- senza di un personaggio centrale con ad- dentellati sia con la criminalità organizzata italiana, in particolare con gruppi camorristi- ci e che varie realtà anche albanesi", spiega- no gli inquirenti. Il tutto movimentando a vario titolo la tifoseria più estrema dei bian- cocelesti, gli Irriducibili. Perché Diabolik fre- quentava non solo la curva nord, ma anche l'estrema destra e i clan autoctoni e stranieri, balordi marginali e Massimo Carminati, il 'ce- cato' partito dalla Banda della Magliana e arrivato a Mafia Capitale. A cui dava il sup- porto logistico con la sua 'batteria' di Ponte Milvio come emerge dalle carte dell'inchie- sta Mafia Capitale che attribuiva alla banda di Diabolik lo spaccio di cocaina a Roma nord.

Un "core business" lucroso grazie al quale il gruppo criminale aveva sviluppato rapporti d'affari con esponenti dei clan attivi in Albania. Mettendo in fila i tasselli fino ad ora raccolti, ascoltando testimoni, ai pm, co- ordinati dal procuratore facente funzioni Michele Prestipino, appare chiaro che Pisci- telli è stato vittima di una trappola.

Forse aspettava qualcuno, forse proprio l'assassino. A cui il ministro Salvini conta le ore: ""nessun criminale può sperare nell'im- punità: sono convinto che la professionalità di forze dell'ordine e inquirenti risolveranno il caso". Intanto, il teatro dell'omicidio è di- ventato in poche ore una sorta di "santua- rio" del tifo laziale. Molte le sciarpe bianco- celesti, vessilli e gagliardetti della Lazio, foto, fiori e la scritta Irriducibili lasciate sulla pan- china dove sedeva Piscitelli. Mercoledì sera, davanti alla sede degli Irriducibili di viaAmu- lio, tifosi e amici avevano portato fiori e bi- glietti e in nottata uno striscione con la scrit- ta "Diablo vive", firmato Irr (Irriducibili), è stato esposto a poca distanza dal Colosseo.

Commenti


bottom of page