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Dietrofront Corea del Nord


“LE ESERCITAZIONI USA UNA PROVOCAZIONE”. A RISCHIO IL SUMMIT KIM-TRUMP


PECHINO.Dopo settimane di idillio, l’incantesimo tra Pyongyang e Washington sembra spezzarsi. La Corea del Nord ha cancellato i previsti colloqui di oggi con Seul che fanno seguito al vertice de il eader delle Coree del mese scorso e ha minacciato di annullare il summit del 12 giugno a Singapore tra Kim Jong-Un e Donald Trump.

Il motivo addotto da Pyongyang - riferisce l’agenzia di stampa sudcoreana Yonhap - sono le esercitazioni militari in corso tra l’aviazione americana e sudcoreana. “Una prova - accusa Pyongyang - per l’invasione del Nord e una provocazione”.

La Casa Bianca, così come il Dipartimento di Stato e il Pentagono, sono stati “colti di sorpresa” dall’inaspettata presa di posizione di Pyongyang. “Non abbiamo informazioni precise su questo”, si è limitata a dire la portavoce del Dipartimento di Stato Heather Nauert, “dobbiamo verificare”. Intanto, ha aggiunto, “andiamo avanti col lavoro per pianificare l’incontro tra Trump e Kim”.

Naturalmente, il presidente americano è stato subito informato e frenetici sono stati gli incontri tra funzionari di Casa Bianca, Dipartimento di stato e Pentagono per valutare la situazione ed eventualmente la risposta da dare a Pyongyang.

La minaccia della Corea del Nord appare tanto più incomprensibile perché è arrivata mentre Pyongyang ha cominciato a smantellare il sito settentrionale dei suoi sei test nucleari di Punggyeri, prima della cerimonia ufficiale di chiusura del 23-25 maggio prossimi davanti a esperti e media internazionali, proprio in vista del delicato summit di Singapore.

L’indicazione dei militari di Seul, maturata a stretto giro dalla stessa lettura data alle immagini dei satelliti commerciali da 38 North, think tank della Johns Hopkins University di Washington, è stata motivata come “lavori preparatori” in corso, ha affermato Roh Jae-cheon, portavoce del Comando di Stato maggiore congiunto sudcoreano senza fornire dettagli.

La chiusura del sito, annunciata dal leader Kim Jong-un al presidente sudcoreano Moon Jae-in nel vertice del 27 aprile, è un gesto di apertura apprezzato da Trump per superare lo scontro con Seul e Washington e arrivare alla denuclearizzazione possibile, ma è stata criticata da alcuni osservatori che hanno ipotizzato un retroscena ben diverso: la vasta area e i tunnel scavati non sarebbero più utilizzabili dopo l’ultimo test di settembre 2017 che avrebbe, come suggerito da una recente ricerca pubblicata sulla rivista Science di studiosi di Cina,Germania,Singapore e Stati Uniti, portato al collasso il sovrastante monte Mantap, abbassatosi di circa mezzo metro.

Su 38 North, invece, sono menzionati parte degli interventi fatti per abbattere gli edifici di supporto e la rimozione dei carrelli da miniera. “Le foto dei satelliti commerciali dal 7 maggio hanno dato una prima e definitiva evidenza che lo smantellamento del sito dei test è in corso”, si legge sul sito del think tank. Le operazioni hanno riguardato le strutture fuori dai portali Nord, Ovest e Sud. Restano in piedi gli edifici del Centro di comando e della Principale area amministrativa,mentre gli ingressi dei tunnel sono intatti: una situazione forse da legare all’annuncio della Kcna del 12 maggio sulla chiusura “pubblica” che vedrà “il collasso dei tunnel con esplosioni, il blocco delle entrate e la rimozione delle strutture d’osservazione e degli edifici di ricerca e della sicurezza”. Al momento, la Corea del Nord ha invitato otto giornalisti di Seul a seguire le operazioni della prossima settimana, ha reso noto il ministero dell’Unificazione di Seul. Saltato l’incontro di domani tra Sud e Nord - il primo di alto livello dal vertice del 27 aprile nel quale il leader Moone Kimsi sono impegnati a fermare le ostilità - resta da vedere ora quanto sia credibile la minaccia nordcoreana di far cadere nel vuoto un summit, quello tra i presidenti Trump e Kim, già definito storico.


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