Difendere sempre la vita
- Redazione

- 26 giu 2018
- Tempo di lettura: 2 min

IL PAPA/CHI ABBANDONA GLI ALTRI FA “IL LAVORO SPORCO DELLA MORTE”
CITTA’ DEL VATICANO.Se si decide di girare le spalle a chi è in difficoltà si fa “il lavoro sporco della morte”. Usa una espressione dura, inedita, Papa Francesco, quando chiede di difendere la vita sempre, nell’udienza alla Pontificia Accademia per la Vita che ospita questi giorni un simposio internazionale sulla bioetica, con esperti arrivati in Vaticano da tutto il mondo. “Quando consegniamo i bambini alla privazione, i poveri alla fame, i perseguitati alla guerra, i vecchi all’abbandono, non facciamo noi stessi il lavoro sporco della morte?”, ha chiesto il pontefice. “Escludendo l’altro dal nostro orizzonte, la vita si ripiega su di sé e diventa bene di consumo”, ha aggiunto il Papa. E allora la vita deve essere difesa sempre, in ogni stadio, a tutti i livelli. “La difesa dell’innocente che non è nato” deve essere “chiara, ferma e appassionata, perché lì è in gioco la dignità della vita umana, sempre sacra,e lo esige l’amore per ogni persona al di là del suo sviluppo”. “Ma ugualmente sacra - ha sottolineato Papa Bergoglio - è la vita dei poveri che sono già nati, che si dibattono nella miseria, nell’abbandono, nell’esclusione, nella tratta di persone, nell’eutanasia nascosta dei malati e degli anziani privati di cura, nelle nuove forme di schiavitù, e in ogni forma di scarto”. Il Papa, dopo il discorso di qualche giorno fa al Forum delle associazioni familiari, in cui richiamava che la famiglia è una, quella composta da un uomo e una donna, è tornato ieri a mettere l’accento sulle “complesse differenze fondamentali della vita umana” tra le quali quelle “dell’uomo e della donna, della paternità e della maternità”. A sottolineare l’importanza del messaggio del Papa è stato il Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, monsignor Vincenzo Paglia. “Anche le legislazioni - ha detto - possono essere complici del lavoro sporco della morte,come detto oggi dal Papa, che ha usato per la prima volta questa terminologia”. “Sono intervenuto per l’Irlanda per l’Argentina”, ha aggiunto mons. Paglia, riferendosi ai Paesi che recentemente hanno rafforzato la loro legislazione in materia di aborto. Poi Paglia ha riferito che c’è una proposta per tenere, nell’ambito delle attività della Pontificia Accademia per la Vita, “un incontro sul fine vita delle tre religioni monoteiste”. Paglia è tornato infine anche sulla vicenda del piccolo inglese Alfie Evans: “Tutti i malati, nessuno escluso, vengano accompagnati e mai abbandonati”, ha concluso.
















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