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“Difficile l’arte libera in Russia”



TEATRO/RAU E DODIN AL PREMIO EUROPA DI SAN PIETROBURGO. IL CASO SEREBRENNIKOV

SAN PIETROBURGO. Premio Europa per il Teatro, nato a Taormina e poi diventato itinerante e quest’anno ospite a San Pietro- burgo del Theatre-Festival Baltic House, si è chiuso con una sorpresa, gli interventi duri di Milo Rau e soprattutto Lev Dodin durante la cerimonia ufficiale di premiazione nello storico e pubblico teatro Alexandrinsky, verso le limitazioni di libertà in Russia, prendendo spunto dal caso del regista Kirill Srebrennikov, il cui ultimo film Summer (Leto) è nelle sale italiane in questi giorni. Direttore del Gogol Centre, vincitore lo scorso anno del Premio Europa Realtà Teatrali, non lo potè ritirare perche agli arresti come è ancora oggi: autore di spettacoli satirici e critici sul potere politico e la società russa, fu arrestato a fine agosto 2017 a Mosca con l’accusa di aver usato fondi pubblici per realizzare i suoi progetti e rischia una durissima condanna. Rau, uno dei premiati, non è riuscito a essere presente perché - come ha spiegato in un suo messaggio letto sul palco da Georges Banu studioso e critico francese - ha avuto il visto tra mille fittizi problemi burocratici solo il giorno prima della cerimonia. Dopo aver aggiunto come in due precedenti occasioni il visto gli fosse stato proprio negato, ha lamentato che il governo russo limitasse gravemente la libertà di parola e degli artisti, ricordando che, per lui, le difficoltà sono iniziate da quando realizzò ‘The Moscow Trials’ nel 2013, che suscitò aspre reazioni del governo russo. Il lavoro, partendo dalla condanna nel 2012 delle Pussy Riot, metteva in scena un documentato processo alla guerra alla cultura del sistema politico di Putin, mostrando come da un decennio perseguitasse artisti e dissidenti per prevenire qualsiasi forma di cambiamento democratico. Rau definisce ‘’irrilevante il problema’’ del suo visto rispetto a quel che accade a uno dei vincitori dello stesso premio che doveva venire a ritirare oggi lui stesso, appunto Serebrennikov: ‘’Come possiamo noi oggi celebrare il potere e la libertà del teatro, come possiamo celebrare noi una collaborazione europea, restando però silenziosi sul fatto che uno dei vincitori del medesimo premio l’anno scorso sia alla mercè di un processo spettacolo ridicolo’’, concludendo: ‘’esprimo io, a nome del Premio Europa e del teatro la nostra solidarietà a Serebrennikov’’. Dodin, il più importante regista russo, noto a livello mondiale e che è stato anche più volte in Italia con i suoi spettacoli, è intervenuto subito dopo e, come cogliendo al palla al balzo, ha fatto un discorso sulla difficoltà di svolgere un libero lavoro culturale nel suo Paese facendo riferimento sempre al caso Serebrennikov, difendendolo e inviando anche lui calorosamente tutti in Europa a mobilitarsi e fare il possibile perchè questo non accada e il regista venga liberato e possa tornare al suo lavoro. La cerimonia per il resto ha avuto il suo svolgimento normale in una scenografia e un cerimoniale creato da Nikolay Roshchin. Il segretario generale del Premio Europa, Alessandro Martinez, ha ricordato lo spirito dei padri fondatori dell’Eu e i risultati nazionalisti e razzisti della crisi economica odierna per concludere come la cultura sia, sempre e in ogni condizione, ponte di dialogo e resistenza che alla fine unisce, come ha sottolineato anche Valerij Fokin (direttore del Teatro Alexandrinsky, dove, alla fine ha presentato il suo ricco, spettacolare e nero ‘’Masquerade’’), vincitore di questa XVII edizione ritirando il premio, mentre per il Premio speciale è arrivata la nipote dell’attrice Nuria Espert, impossibilitata per un incidente a essere presente. Quindi sono saliti sul palcoscenico i vincitori dei premi per le Realtà Teatrali Europee che vogliono ogni volta segnalare e valorizzare nuovi fermenti e che per quest’anno sono stati: il danzatore e coreografo Sidi Larbi Cherkaoui; il teatro-circo svedese Cirkus Cirkör; il regista francese attento alla nuova drammaturgia Julien Gosselin; il regista polacco Jan Klata; il regista svizzero Milo Rau; il regista portoghese e il suo lavoro in progress sull’improvvisazione Tiago Rodrigues. Ognuno di questi durante i giorni del premio ha presentato a San Pietroburgo sue creazioni in diversi teatri assolutamente affollati e calorosi.


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