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Disabile annega nel Naviglio

MILANO/IN 2 FINISCONO IN ACQUA CON LA CARROZZELLA, UNO SOLO SI SALVA

di Salvatore Garzillo


MILANO. Un morto e un ferito grave è il bilancio dell’incidente avvenuto ieri mattina lungo le sponde del Naviglio Grande, lungo la pista ciclabile che costeggia il canale all’altezza di Cassinetta di Lugagnano (Milano). Stavano tornando verso Magenta (Milano) dopo una lunga e rilassante gita sul Naviglio: un gruppo compatto di dieci ragazzi con disabilità e altrettanti operatori di un centro specializzato di Macherio (Monza e Brianza). I primi erano seduti su carrozzine speciali modificate in modo da consentire agli accompagnatori di muoverle pedalando. Una sorta di risciò al contrario, con il disabile davanti e il conducente alle spalle. L’incidente è avvenuto attorno alle 11 in un punto della pista ciclabile dove non ci sono parapetti. Due bici si sono urtate, i quattro a bordo sono finiti in acqua ma solo gli opera- tori sono riusciti a uscire subito dal fiume. I loro “ragazzi” sono stati trascinati sul fondo, le cinture di sicurezza gli hanno impedito di risalire a galla. Gianfranco, che ha compiuto 32 anni ad aprile e vive a Lissone, è riuscito a liberarsi dopo diversi secondi, lo hanno rianimato sul posto ed è stato trasportato in gravi condizioni in ospedale. Al momento è stazionario ma i medici non si sbilanciano. Nicola, che avrebbe festeggiato i 32 anni a settembre, non ce l’ha fatta. I vigili del fuoco hanno recuperato il suo corpo cinque ore dopo, ancora legato alla carrozzina. Era nato a Carate Brianza ma viveva a Villasanta (Monza e Brianza), non molto distante dal centro diurno per disabili. I due operatori che erano con loro non sono riusciti ad aiutarli, troppo forte la corrente in quel punto profondo un metro e sessanta, troppo pesante il risciò per tentare di riportarlo a riva. Hanno assistito impotenti assieme al resto del gruppo mentre attendevano l’arrivo dei soccorsi. Il loro racconto è stato messo a verbale dai carabinieri della compagnia di Abbiategrasso, al momento non risultano contestazioni a loro carico perché è stata esclusa la volontarietà del gesto, gli investigatori seguono la vicenda come un incidente. Tecnicamente è una “caduta accidentale”.

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