top of page

Dj Fabo, tocca al Parlamento



SUICIDIO ASSISTITO/LA CORTE DÀ UN ANNO DI TEMPO AL LEGISLATORE PER UNA NUOVA LEGGE

ROMA. Con una decisione senza precedenti, la Corte costituzionale fissa un termine entro il quale il Parlamento dovrà legiferare sul suicidio assistito e rinvia al 24 settembre 2019 la trattazione della questione di legittimità di cui è stata investita. Nel contempo mette un punto fermo e rileva che le norme attuali sul fine vita lasciano "prive di adeguata tutela determinate situazioni costituzionalmente meritevoli di protezione e da bilanciare con altri beni costituzionalmente rilevanti". Un vuoto che resterà tale se il Parlamento non provvederà. "È una decisione storica: i giudici non si sono limitati a un monito, hanno indicano una data", afferma Filomena Gallo, avvocato, segretario dell'associazione Luca Coscioni, che al fianco di Marco Cappato ha condotto questa battaglia. "Dalla Corte è arrivata una fortissima presa di posizione che si traduce in una vera e propria messa in mora del legislatore", rimarca il professor Vittorio Manes, che insieme a Gallo ha rappresentato Cappato di fronte alla Consulta. La decisione della Corte, che nei prossimi sarà motivata in un'ordinanza, va ben oltre le loro aspettative. "Questa - sottolinea lo stesso Cappato in una conferenza stampa di fronte a Montecitorio - è una grande conquista di Fabiano. La Corte ha riconosciuto le nostre ragioni e ha pronunciato un monito con scadenza", un modello che sembra mutuato dalla Corte costituzionale tedesca, che ha poteri ordinatori nei confronti del Parlamento. L'esponente dei Radicali e leader dell'associazione Coscioni per la libertà di cura è sotto processo a Milano per aver accompagnato Fabiano Antoniani, noto come dj Fabo, tetraplegico e cieco dopo un incidente, in una clinica svizzera dove aveva scelto di ricorrere al suicidio assistito. Una vicenda dopo la quale si era autodenunciato. È stata la stessa corte d'assise a rinviare gli atti alla Corte costituzionale. "La Consulta - osserva ora il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano - sembra confermare appieno le valutazioni della Procura di Milano, che aveva sottolineato come l'attuale normativa non consentisse un adeguato bilanciamento degli interessi costituzionalmente protetti". Ora il processo a carico di Cappato resta congelato in attesa che le Camere - dove da cinque anni giace una proposta di legge di iniziativa popolare - batta un colpo. La palla, quindi, passa in prima battuta alla politica. Il tema è di quelli destinati a dividere. E si inserisce in un quadro già segnato da molti fronti caldi, da frizioni e scandito da prossime scadenze elettorali. "Serve più che mai adesso aprire il dibattito su un argomento delicato rispetto al quale ci deve essere attenzione e sensibilità. La politica affronti il tema", sollecita il presidente della Camera Roberto Fico. Si vedrà quanto agevole sarà il percorso. "Il Parlamento non può ora non affrontare il tema dell'eutanasia, con una discussione da Terza Repubblica, dice Giuseppe Brescia, M5S, presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera. Il capogruppo al Senato del Pd, Andrea Marcucci, è "disponibile da subito ad aprire un tavolo per una buona legge sul fine vita". Frana Maurizio Gasparri, Forza Italia: "Bisognerà esaminare con attenzione la decisone della Corte Costituzionale. Ma non si potrà dar luogo a una legge che consenta l'eutanasia". Certo, se non agirà la politica, lo faranno i giudici. E la strada che percorreranno l'hanno già indicata.


Commenti


bottom of page