Domani sfida all’ultimo voto
- 4 nov 2017
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SICILIA/BEPPE GRILLO E CASALEGGIO SBARCANO A PALERMO PER IL RUSH FINAL
PALERMO. Le piazze e gli attacchi incrociati, l'ombra delle alleanze e le ripercussioni sugli equilibri nazionali: si chiude la cam- pagna delle Regionali in Sicilia e, nell'ultimo giorno prima del silenzio elettorale, Beppe Grillo e Davide Casaleggio sbarcano sull'Isola per dare la volata a Giancarlo Cancelleri per una sfida all'ultimo voto con il competitor del centrodestra Nello Musumeci, sostenuto da una coalzione ancora non solidissima non. Mentre a sinistra l'outsider Claudio fava insidia Fabrizio Micari, il candidato di Pd e Ap. E' Davide Casaleggio, un po' a sorpresa, ad unirsi alla biciclettata M5S a Palermo a sostegno di Cancelleri. "Sono fiducioso", ammette derubricando il grande nodo dell'alleanza di governo che alleggia sul M5s in Sicilia come in Italia: "Non penso sia difficile se i siciliani lo vorranno". Il 5 novembre si vota "per la liberazione della Sicilia", incalza Luigi Di Maio che, via radio, si lancia in un appello in dialetto: "Siciliani, picciotti, am'a votari duminica". Già, perché nel M5s la certezza è che più gente andrà a votare domenica più aumenteranno le possibilità di vittoria. E, per questo, pure nell'ultimo giorno l'obiettivo è farsi conoscere, anche attraverso una biciclettata che vede Di Maio, Di Battista, Cancelleri e lo stesso Casaleggio in testa. Con il candidato M5s che prova a sminare gli ultimi metri che mancano alle urne. "Gionata Ciappita? Non è che chi si candida con noi diventa un supereroe ma da noi carriera non la fa nessuno, gli altri partiti appena li arrestano li candidano", spiega Cancelleri ammettendo che non presenterà tutta la squadra degli assessori questa sera: "Lo farò martedì, non voglio trasformare persone competenti in bersagli". E la sensazione, nel M5s, è che nell'era del Rosatellum il M5S dalla Sicilia possa avere più vento in poppa per il 2018: "Se voteranno per noi vedrete come la legge delle ammucchiate sarà uccisa nella culla", attacca Di Maio. Il tutto mentre i tre leader del centrodestra lasciano l'Isola dopo essersi ritrovati tutti al tavolo di Musumeci. "Vinceremo in Sicilia e alle Politiche", assicura Silvio Berlusconi, che continua ad attaccare il M5s: "votarli è masochismo, è un partito pauperista e giustizialista". Mentre un semi-endorsement ai pentastellati arriva dal governatore uscente Rosario Crocetta. "Chi voterei se non ci fosse Micari? Sicuramente nella lista di Cancelleri non ci sono impresentabili", osserva. Micari chiude la sua campagna a Palermo con Matteo Richetti e Maurizio Martina anche se sul rettore palermitano pesa una campagna quasi "in solitudine", con Matteo Renzi giunto sull'Isola solo per una toccata e fuga. Pier Luigi Bersani e Nicola Fratoianni giungono invece a Palermo per la chiusura del loro candidato Claudio Fava. "Da qui può partire una bella spinta per l'Italia", sottolinea l'ex segretario Dem prima di incrociare, nella centrale via Maqueda, i big M5S. E Fava, alla fine, potrebbe rilevarsi un outsider determinante sia nella distanza che lo separerà da Micari sia nella prospettiva di un appoggio a Cancelleri. Mentre c'è chi, nella Sinistra, guarda anche alle possibili ripercussioni nazionali delle perfomance di Micari e Fava. Ripercussioni che potrebbero arri- vare anche nel Pd e nei centristi. "Noi abbiamo liste pulite e siamo seri, le chiacchiere le lasciamo agli altri", è l'ultimo appello diAngelinoAlfano, leader diAp che, come tutti gli altri, in Sicilia si gioca tantissimo.
















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