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Donald fa i dispetti a Nancy

SHUTDOWN/TRUMP NEGA ALL’ULTIMO MOMENTO L’AEREO MILITARE ALLA PELOSI



WASHINGTON. Il bus della Us Air Force era già pronto sul piazzale del Campidoglio: avrebbe dovuto trasportare una delegazione del Congresso americano guidata dalla spe- aker della Camera Nancy Pelosi alla base aerea di Andrew, in Maryland, da dove sarebbe partita per l’Europa. Bruxelles la prima tappa di un viaggio di sei giorni che avrebbe dovuto portare la terza carica dello Stato anche in Egitto e in Afghanistan. Ma nessuno aveva fatto i conti con l’imprevedibilità di Donald Trump che, a pochi minuti dalla partenza, ha inviato una lettera a Capitol Hill: la missione è cancellata, nessun aereo militare sarà a disposizione della leader della Camera fino a che durerà lo shutdown. Uno sgarbo senza precedenti quel- lo del tycoon. Anzi, una vera e propria rappresaglia contro la più alta figura dell’opposizione che nelle ore precedenti aveva chiesto al presiden- te americano di rinviare il tradizionale discorso sullo Stato dell’Unione previsto il 29 gennaio davanti al Congresso riunito in seduta plenaria: con la paralisi del governo federale che colpisce anche gli agenti del Secret Service - aveva scritto Pelosi - troppe preoccupazioni per la sicurezza dell’aula della Camera, dove storicamente si tiene l’intervento e dove lei da gennaio è tornata ad essere padrona di casa.

Una mossa che Trump ha letto come una provocazione e alla quale ha voluto rispondere a suo modo, con una lettera piena anche di sarcasmo: se Pelosi vuole proprio partire - scrive il tycoon - “può prendere un aereo commerciale”. “Ma in questo momento - aggiunge - meglio sarebbe restare qui a negoziare con me la si- curezza dei confini e la fine dello shutdown”. L’America assiste dunque a uno scontro istituzionale mai visto, fatto anche di dispetti e ripicche che non lasciano intravedere la fine del tunnel dello shutdown più lungo della storia, giunto al suo 27mo giorno e sempre più dannoso per i dipendenti pubblici coinvolti, rimasti a casa e senza paga, ma anche per l’economia reale, famiglie e imprese che cominciano a subi- re seriamente l’impatto per la paralisi di molti servizi governativi. Gli ultimi a lanciare l’allarme quelli del Fondo monetario internazionale: “Più lungo sarà lo stallo più grande sarà l’impatto sull’economia”. Tutto ciò per la mancanza di un accordo sulla manovra di bilancio, dove Trump vuole inserire a tutti i costi 5,7 miliardi di dollari per costruire il muro al confine col Messico. Una richiesta sulla quale il ‘no’ dei democratici è altrettanto irremovibile.

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