Draghi, la politica monetaria rafforza la ripresa
- 8 ott 2016
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IL PRESIDENTE DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA DIFENDE IL SUO OPERATO. QE AVANTI DOPO MARZO SE NECESSARIO


WASHINGTON. Mario Draghi difende la politica monetaria della Banca centrale europea (Bce). ''Offre l'impeto ne- cessario alla ripresa per rafforzarsi e all'inflazione per tornare gradualmente a livelli in linea con il nostro mandato''. E assicura che la Bce userà tutti gli strumenti a sua disposizione ''se necessario''. Nel discorso depositato all'Imfc, il braccio esecutivo del Fmi, Draghi ribadisce che il quantitative easing andrà avanti fino alla fine di marzo 2017 e oltre se lo riterrà opportuno. Parole che sembrano spazzare via definitivamente le indiscrezioni su un possibile avvio, all'interno del Consiglio direttivo della Bce, delle discussioni sul tapering. E il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, conferma ulteriormente le dichiarazioni di Draghi. "Non ne abbiamo mai parlato", "né ufficialmente né informalmente". ''La ripresa dell'area euro continua a velocità moderata'' spiega Draghi, mettendo in evidenza come ''le informazioni'' disponibili indicano che sia resistente alle incertezze poli- tiche ed economiche''.Da qui l'esigenza di continuare a sostenere la ripresa, ma anche di spingere i governi ad approfittare della politica monetaria accomodante, che offre ''una finestra unica di opportunità'', per portare avanti leriforme strutturali. Definisce la ripresa europea non soddisfacente il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) che, comunque, promuove l'operato della Bce. L'Eurotower ha ''spazio per fare di più se necessario'' aggiunge l'istituto di Washington, offrendo così una spalla alla Bce contro le critiche deifalchi. Il Fmi poi esorta l'area euro ad agire sui crediti deteriorati che vanno ridotti. ''La posizione delle banche si è rafforzata'' afferma Draghi, ammettendo però che resta la ''sfida della redditività'', sulla quale pesa il debole contesto economico, con i bassi tassi di interesse e la curva dei rendimenti piatta che si fa sentire soprattutto sulle banche che dipendono dalla trasformazione delle scadenze. ''In risposta a fattori strutturali le banche hanno bisogno di adattare il proprio modello di business'' incalza Draghi, facendo eco all'esortazione giunta proprio dal Fmi nei giorni scorsi. Il Fmi, schierandosi con la Bce, ha invitato le banche a profonde riforme e a non scaricare tutte le responsabilità della scarsa redditività sui tassi bassi. Convinto della necessità di un cambiamento nel settore bancario europeo anche il ministro dell'Economia, Pier Car- lo Padoan. L'industria dovrebbe consolidarsi e cambiare il proprio modello di business''
















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