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Draghi promuove il jobs act

  • 19 ott 2017
  • Tempo di lettura: 3 min


POSITIVE LE RIFORME IN ITALIA, SPAGNA E PORTOGALLO, MA LA BCE TIRA DRITTO SUGLI NPL

ROMA. Le riforme del mercato del lavoro di Italia, Portogallo e Spagna ricevono una 'promozione' da parte di Mario Draghi. Ma la Bce tira dritto sugli Npl nonostante il contenzioso sorto con l'Italia: non solo misure più stringenti per assicurare che le banche coprano i futuri crediti in default, ma sullo stock europeo di quasi 900 miliardi la Bce ha allo studio delle linee guida "quantitative" che non mancheranno di provocare maldipancia. Dopo aver girato nei giorni scorsi a Danièle Nouy, presidente del consiglio di Vigilanza sulle banche, la lettera del presidente dell'Europarlamento Antonio Tajani e aver detto che la questione degli Npl c'è e va affrontata, Draghi torna sul tasto dolente delle riforme strutturali. Ricordando, a una conferenza proprio su questo tema ospitata dalla Bce, che con la ripresa in corsa e i tassi ai minimi record, è ora che i governi si muovano. "Diversi Paesi hanno realizzato negli anni recenti riforme che hanno aiutato a ridurre la disoccupazione - in maniera più visibile Spagna e Portogallo, ma anche l'Italia". Ma gli sforzi visti finora non sono sufficienti. Le riforme del mercato del lavoro devono essere "precedute, o almeno accompagnate" dalle liberalizzazioni degli altri settori. I governi devono fronteggiare lobby e interessi di parte. Con un mix di politiche che attutisca l'impatto sulla parte più svantaggiata degli operatori economici. Con incentivi, e un atteggiamento "inclusivo" fronteggiando le rendite finanziarie e l'evasione fiscale e così facendo andare efficienza ed equità di pari passo. Draghi sorvola sugli Npl ma si gioca anche qui, sui crediti in default, la partita delle riforme: sono una palla al piede per il credito e la crescita che vede ilsistema bancario italiano ai vertici della classifica con un quarto dei crediti in default dell'Eurozona. La Nouy la scorsa settimana aveva tirato dritto sull' 'Addendum' della Bce stringe sui tempi di copertura degli Npl futuri, ricordando a Tajani la competenza della Bce a fissare nuovi parametri ancorché senza automatismi. Ieri la francese al vertice della Vigilanza ha delineato l'orientamento sulla vera partita in ballo, quella sugli Npl accumulati finora. La Bce ha intenzione di fissare a marzo 2018 "linee guida quantitative" per la loro cessione o copertura. Un'estensione del 'calendar provisioning' - la fissazione di un calendario per le coperture con un meccanismo di adeguamento da parte delle banche altrimenti costrette a spiegare a Francoforte - a tutti i crediti in default, esatta- mente ciò che molti istituti, in Italia, Francia e altrove, vorrebbero evitare. Sullo sfondo c'è la partita sul quantitative easing, gli acquisti di titoli di Stato su cui fra una settimana la Bce la Bce annuncerà come procedere nel 2018. L'Eurotower incassa l'enne- sima bocciatura di un ricorso tedesco contro il 'Qe': la Corte costituzionale tedesca ha rigettato i ricorsi d'urgenza presentati da due ex politici dell'Afd, il partito di destra protagonista di una recente affermazione alle politiche. E Draghi - secondo diversi analisti - starebbe lavorando ad un colpo di forbice agli acquisti mensili - dagli attuali 60 miliardi fino a 40 o persino 20 - ma su un orizzonte temporale ancora ampio: fino a settembre o dicembre 2018. Magari mantenendo aperta la possibilità di decidere più avanti, così lasciando il programma di quantitative easing virtualmente aperto ed evitando un eccessivo apprezzamento dell'euro che danneggerebbe la ripresa e l'inflazione ancora debole.


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