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Droga dello stupro, 3 arrest

  • 19 gen 2018
  • Tempo di lettura: 2 min


22ENNE ABUSATA DA UN AMICO E DUE SUOI CONOSCENTI DOPO ESSERE STATA STORDITA

MILANO. "Io non ho fatto assolutamente niente, te lo giuro su Dio, te lo giuro sul bambino, lo giuro su tutto". Così Mario C., di 48 anni, prometteva alla compagna di essere innocente, di non aver partecipato allo stupro di quella ragazza di 22 anni per cui erano già stati arrestati due amici con i quali aveva trascorso la serata. E invece le intercettazioni dei due complici lo hanno incastrato, consentendo ai magistrati di aggiungere il suo nome all'ordinanza di custodia cautelare per la violenza avvenuta in Brianza nella notte tra il 13 e il 14 aprile scorsi. La vittima era stata stordita con una dose massiccia di benzodiazepine, una sostanza che si trova nei più comuni antidepressivi e che viene utilizzata come droga dello stupro a causa della capacità di cancellare la memoria di chi la assume. Nel provvedimento firmato dal gip Giovanna Campanile, su richiesta dei pm Gianluca Prisco e Letizia Mannella, ci sono i nomi di Marco C., 29enne nato a Casorate Primo (Pavia), Guido G., 22enne di Milano, e Mario C., il 48enne di San Donato Milanese che professava la sua innocenza al telefono. Gli ultimi due hanno precedenti specifici. La vittima, un'italiana di 22 anni, ha raccontato che la sera del 13 aprile 2017 ha accettato l'invito del 29enne con cui era uscita un paio di volte e che non accettava di essere considerato solo un amico. Agli investigatori ha raccontato di aver raggiunto un locale con l'auto dell'amico che era andato a prenderla accompagnato dagli altri due uomini. Durante la serata ha bevuto diversi drink, alcuni dei quali consegnati direttamente dal conoscente. Le telecamere nel locale hanno registrato il momento in cui versano per tre volte le benzodiazepine nel bicchiere della vittima che, già pochi minuti dopo, mostra segni di malessere. La violenza è avvenuta in un appartamento a Bellusco (Monza e Brianza) di proprietà del 48enne. Per tutta la notte hanno abusato di lei e l'indomani la ragazza si è svegliata in stato confusionale e mezza nuda. Quando si sono svegliati anche gli aggressori, l'hanno accompagnata a casa, spiegandole che era stata male a causa dell'alcol e della droga assunta al locale. Sia in auto, che successivamente tramite messaggi, le hanno spiegato di averla salvata e hanno tentato di convincerla del suo comportamento pericoloso invitandola a smettere di "prendere tutta quella cocaina". Poche ore dopo il ritorno a casa, la 22enne ha iniziato ad avere dolore fisico e alcuni flash della notte. Ricorda, in particolare, di aver ripetuto più volte "basta".Alla clinica Mangiagalli hannoconfermato la violenza e dalle analisi è emerso che la ragazza aveva un livello di benzodiazepine superiore di oltre quattro volte quello massimo. Le tracce di dna trovate grazie ai tamponi hanno incastrato il 22enne e il 29enne, il coinvolgimento del terzo è emerso durante le intercettazioni. "Tutto questo per una sco....!", dice Marco C. a Guido G. in un'intercettazione, e aggiunge: "Poi uno stupratore non usa i preservativi, poi uno stupratore non ti vuole portare al pronto soccorso, stiamo scherzando. Uno stupratore non vuole parlare con tua mamma per arrivarci".


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