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Effetto Dl dignità/Da agosto giù i contratti a termine

Crescono i rapporti stabili: in 11 mesi +231.000; cig 2018 -38%



ROMA. Prosegue la crescita dei contratti a tempo indeterminato mentre quelli a termine dopo la frenata registrata dall’agosto scorso, mese nel quale è entrato in vigore il decreto Dignità, innesta- no una retromarcia e a novembre registrano un calo del 19 per cento rispetto a quelli stipulati nello stesso mese dell'anno scorso. A novembre sono scattate le nuove norme che prevedono un tetto di 24 mesi per i contratti a tempo (prima erano 36) e la reintroduzione delle causali. I dati sull'andamento dei contratti si leggono sull'Osservatorio sul precariato pubblicato ieri dall'Inps sul lavoro privato secondo il quale nei primi 11 mesi del 2018 si è registrata una variazione positiva per i contratti stabili (assunzioni più trasformazioni meno cessazioni da rapporti fissi) di 231.677 unità a fronte di un calo di 51.131 unità nello stesso periodo dell'anno scorso. Nel complesso le assunzioni dei datori di lavoro privati nei primi undici mesi del 2018 sono state 6.890.000 (+5 per cento) a fronte di 6.265.000 cessazioni (+8,8%) con un saldo positivo di 625.000 contratti. Il risultato positivo per i rapporti stabili è stato positivo soprattutto grazie al boom delle trasformazioni di rapporti a tempo indeter- minato che nel periodo hanno registrato un +69,3 per cento. I dati sono positivi in termini quantitativi anche sul fronte della cassa integrazione con un calo nel 2018 rispetto all'anno prima del 38 per cento ed un livello minimo (a 217 milioni di ore) dal 2007. Il dato però risente anche dei cambiamenti normativi che hanno ridotto i periodi massimi di durata dell'ammortizzatore e, quindi, una parte della caduta dipende dall'impossibilità di accedere allo strumento. Di contro sono aumentate invece le richieste di disoccupazione con 1,9 milioni di domande in undici mesi del 2018 ed una crescita del 6,2 per cento rispetto al 2017. Solo a novembre del 2018 sono arrivate oltre 223.000 domande con una crescita del 5,2 per cento rispetto allo stesso mese del 2017. Nell'Osservatorio sono contenuti anche i numeri sui rapporti di lavoro instaurati con l'incentivo triennale per i giovani che prevede per le assunzioni stabili degli under 35 un taglio del 50% dei contributi previdenziali (con un tetto di 3.000 euro annui). Nel complesso sono stati assunti grazie a questo sgravio 115.990 giovani: un numero molto lontano dalle iniziali previsioni che non fa ben sperare sull'utilizzo dell'incentivo per le assunzioni dei beneficiari del Reddito di cittadinanza contenuto nel decreto approvato nei giorni scorsi dal Governo.



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