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“Egitto partner strategico”



CASO REGENI/IL MINISTRO PER LA VERITÀ, MA IMPOSSIBILE NON AVERE RAPPORTI

ROMA. L'omicidio di Giulio Regeni è una "grave ferita" e ha inferto un duro col- po ai rapporti tra Roma e Il Cairo ma l'Egitto è un partner di cui l'Italia non può fare a meno. Un Paese chiave e strategico nell'area del Mediterraneo con il quale "è impossibile" non avere rapporti politici, diplomatici ed economici.

E' un messaggio di 'realpolitik' quello che il governo italiano ha inviato al parlamento attraverso l'informativa del ministro degli Esteri Angelino Alfano presso le Commissioni riunite a Montecitorio dopo la decisione di rimandare al Cairo il nostro ambasciatore. Ma se l'Egitto resta un partner "ineludibile" per l'Italia, i rapporti con il Cairo non saranno un ostacolo alla ricerca incessan- te della verità sulla morte del ricercatore, ha assicurato il capo della diploma- zia italiana, scatenando co- munque la reazione furi- bonda delle opposizioni che in alcuni casi hanno definito "vergognose" e "ipocrite" le parole del mi- nistro. Dal 14 settembre ad ogni modo l'Italia avrà di nuovo un ambasciatore al Cairo, dopo il ritiro nel- l'aprile del 2016 di Maurizio Massari come ritorsio- ne per l'omicidio di Rege- ni. Giampaolo Cantini si

occuperà dell' "intero spettro" dei rapporti bilaterali.

"Sono tanti gli ambiti di partenariato tra Italia e Egitto che sarebbe controproducente comprimerli o eliminarli", ha sot- tolineato Alfano. In ballo non ci sono solo Libia, migranti, terrorismo ma anche con- tratti, imprese e commercio. Ma la priorità del diplomatico, ha garantito il titolare della Farnesina, sarà il dossier sul ricercatore. Con un incarico speciale. Quello di approfondire il ruolo dell'università di Cambridge, per conto della quale Giulio effettuava le sue ricerche al Cairo, attraverso "un rapporto di collaborazione nel- la capitale egiziana con il collega britannico". Sulla necessità di una maggiore tra- sparenza da parte della prestigiosa istitu- zione britannica ha insistito anche Fabrizio Cicchitto. "La tutor di Regeni, che è un'egiziana e quindi conosce il contesto, dovrebbe spiegarci quali raccomandazio- ni, quali indicazioni gli aveva dato tenendo conto della difficile situazione in cui l'Egitto si trova", ha sottolineato il presidente della Commissione Esteri della Camera. Sul fronte delle indagini Alfano ha ammesso che i magistrati egiziani hanno soddisfatto "in modo parziale" le richie- ste italiane, soprattutto nei primi tempi.

Poi l'impegno è diventato "più fattivo", secondo il capo della diplomazia ita- liana, che di recente ha chiesto al suo omologo egiziano l'invio alla procura di Roma di tutti gli atti in possesso degli inquirenti egiziani. In attesa del nuovo incontro tra le procure a settembre, il governo si aspetta "piena collaborazione" dalle autorità egiziane e che le indagini "proseguano con vigore". Le parole di Alfano hanno incassato l'approvazione del presidente del Senato Pietro Grasso - avere verità e giustizia sul caso "se non si hanno rapporti" con l'Egitto "è ancora più difficile - ma non hanno convinto le opposizioni. Per Roberto Speranza (Articolo Uno-Mdp), che ha chiesto la creazione di una commissione d'inchiesta, il governo si è arreso. Il segretario di Sinistra italiana Nicola Fratoianni ha definito l'informativa "imbarazzante". E molti parlamentari hanno chiesto con urgenza un intervento in Aula del premier Paolo Gentiloni, all'epoca dell'omicidio ministro degli Esteri.

Scatenato Alessandro Di Battista che ha accusato il ministro di ipocrisia e i presidenti delle Commissioni di aver convocato l'audizione "solo il 4 settembre". Secca la replica di Pierferdinando Casini, che ha definito l'intervento del cinquestelle "cialtro- nesco".


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