Elezioni, il “trucco” c’è stato
- Redazione

- 14 nov 2016
- Tempo di lettura: 3 min
PIÙ VOTI PER HILLARY MA L’ELECTORAL COLLEGE SORRIDE A TRUMP

Durante molti dei suoi comizi prima del voto, Donald Trump ci ripeteva che se perdeva l’elezione era perché tutto era truccato. I sondaggi infatti lo davanoindietro di parecchi punti e il magnate sembrava dare l’impressione che stava preparando la scusa per la sua eventuale sconfitta. Aveva anche minacciato che in caso di mancata vittoria forse non avrebbe accettato il risultato. Come sappiamo già, Trump è il presidente eletto ma in un certo senso l’elezione è “truccata” se si considera che Hillary Clinton ha ricevuto circa 600 mila voti in più del suo avversario. Questa cifra aumenterà perché rimangono da contare quasi sette milioni di voti principalmente in California, Washington e New York, senza però cambiare il risultato dei voti elettorali. Trump ha vinto. Il trucco? L’Electoral College che dà a lui 290 voti (270 richiesti per vincere) e 228 alla Clinton. “Il trucco” è ironicamente il sistema che ha beneficiato Trump, il sistema costituzionale, cioè dell’establishment, tanto odiato dal neoeletto presidente. Trump ha anche beneficiato dalla storia e ideologia del suo partito che lui ha portato agli estremi per conquistare elettori impauriti dalla continua riduzio- ne dei bianchi in America. A cominciare dal razzismo e misoginismo che il neoeletto presidente ha usato come cavallo di battaglia. Anche parecchi candidati alle primarie come Ben Carson e Ted Cruz avevano fatto dichiarazioni estremistema meno del “campione” Trump.L’ideologia repubblicana, basata in parte sul razzismo verso gli afro-americani e altri gruppi minoritari, ha condotto all’ostruzionismo dell’at- tuale presidente Barack Obama per fare sì che lui fallisse creando una realtà alternativa basata su slogan negativi semplicistici e superficiali. Tutto sta andando a rotoli ci ha detto Trump ripetutamente ignorando che gli Stati Uniti sono usciti dalla crisi economica causata da George W. Bush ed ereditata da Obama. L’economia è in crescita, la disoccupazione al di sotto del cinque percento e i salari hanno cominciato a salire anche se la diseguaglianza fra ricchi e poveri continua ad imperare. La maggioranza degli americani ha creduto a questa realtà votando per Hillary. Ciononostante Trump ha vinto con il “trucco” dell’Electoral College che non riflette la democrazia propriamente detta. In altri Paesi democratici chi riceve più voti vince, ma gli Stati Uniti in certi aspetti, è meno democratico di altri Paesi. Hillary Clinton si aggiunge dunque ad altri quattro candidati presidenziali a ricevere più voti del suo avversario uscendone però sconfitta come era successo nel 2000 a Al Gore e ad altri tre nel diciannovesimo secolo. Facile immaginare le urla di Trump se lui avesse ricevuto più voti e l’Electoral College gli avrebbe “rubato” la vittoria. I sostenitori di Clinton sono ovviamente delusi come ci dimostrano le recentissime dimostrazioni in parecchie metropoli americane. Si tratta di manifestazioni pacifiche in generale che sfor- tunatamente Trump ha già etichettato con un tweet come ispirate dai media, tanto bistrattati da lui durante la campagna elettorale.Trump potrebbe invece continuare le parole dolci espresse la notte dell’elezione dove ha fatto i complimenti alla Clinton per il suo servizio al Paese per cercare di calmare le acque ed assicurare che lui sarà il presidente di tutti come aveva detto. Potrebbe anche parlare al Paese e ridurre il clima anti-immigranti che si sta verificando in non poche aggressioni a membri di gruppi minoritari da alcuni dei suoi sostenitori imbaldanziti dalla sua vittoria, credendo di avere ottenuto la licenza legittima per attacchi ai mem- bri della parte perdente. In alcuni altri casi, sostenitori di Trump sono stati anche loro aggrediti in un clima teso creato dalla retorica del magnate di New York. Nella campagna elettorale Trump ha fatto promesse che dovrà cercare di mantenere almeno in parte. Ci aveva detto che avrebbe eliminato Obamacare, costruito il muro al confine con il Messico, rinegoziato i trattati di libero scambio, ricostruito le forze armate, e riparato le infrastrutture. Un’agenda ambiziosa anche se non facilmente attuabile per il fatto che dovrà prima ricucire i rapporti con il suo partito i cui leader erano poco entusiasti. Adesso forse cambieranno musica con l’inaspettata vittoria di Trump e della maggioranza nelle due Camere. Eliminare Obamacare potrebbe essere facile per i repubblicani perché lo avevano fatto nel 2015 non riuscendo però a sfondare il veto imposto da Obama. Nella campagna elettorale Trump ha dichiarato che avrebbe firmato il disegno di legge. Rimarrebbe però il nodo della perdita dell’assicurazione medica per più di 20 milioni di americani o forse è per questo che Trump ha espresso dubbi al riguardo.Prima di divenire candidato alla presidenza Trump aveva espresso idee moderate ed infatti vicine all’ideologia del Partito Democratico. Nella campagna elettorale si è spostato agli estremi del Partito Repubblicano. Adesso che ha vinto vedremo quale dei due Trump governerà il Paese.
















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