Emigrazione e psicologia
- Redazione

- 19 ago 2018
- Tempo di lettura: 4 min

SOCIETÀ \ Si terrà a Firenze la prossima conferenza dell’IFPS
(International Federation of Psychoanalytic Societies): possono parteciparvi anche i nostri lettori attraverso un... questionario
I LETTORI di America Oggi sono certamente al corrente di tutte le controversie e conflitti che la nostra Italia sta vivendo da tempo grazie all'immigrazione sempre in aumento e sempre più varia di gente da tutte le parti del mondo in cerca di asilo e/o una situazione economica migliore. E' una realtà che si riflette in tutta Europa ed altre parti del mondo ma in questo piccolo articolo mi voglio concentrare sull'Italia. La situazione che occupa la cronaca più di tutte, la più vistosa (ed anche tragica) tratta le centinaia di africani che approdano via mare in piccole inadeguate barche in cerca di asilo, spesso nelle isole siciliane, e un certo numero ci lascia la pelle quando non vengono salvati in tempo dalla nostra marina. La prima immigrazione è iniziata negli anni '60; è cresciuta molto negli anni '70 grazie al boom economico (e grazie anche al fatto che il dato di nascita in Italia è molto basso: 1.5; siamo in via di estinzione se non cambia). L'immigrazione è diventata di dimensioni molto più grandi negli ultimi 20 anni. L'Italia ha mantenuto e continua ad avere una "Open Door Policy", cioè "Porte Aperte" agli stranieri. Oggigiorno questa policy è diventata conflittuale politicamente e lo scontento si è espresso nelle recenti elezioni che hanno visto vincere la Lega Nord in primo posto e poi il Movimento Cinque Stelle. L'Italia è divisa fra quelli che vogliono fine a questa immigrazione e quelli che ritengono giusto e umano soccorrere questa gente e farli parte della nostra nazione. E' un soggetto molto complesso con tanti punti di vista. C'è anche chi non si oppone all'immigrazione ma vuole che sia regolamentata. Tutta l'Europa è in sub- buglio in questo senso. Tornando alla storia dell'immigrazione in Italia: fino agli inizi degli anni '90 la maggior parte degli stranieri che soggiornava in Italia per motivi di lavoro era composta di marocchini, albanesi e rumeni. Mentre all'inizio la motivazione era il lavoro, oggigiorno la crescita di immigrazione è dovuta al desiderio di unirsi alle loro famiglie. Quindi si è visto un notevole incremento di donne e bambini. Molti bambini sono nati in Italia e frequentano le scuole italiane. In Italia oggigiorno i migranti che risiedono in Italia vengono da varie parti del mondo, incluso l'Asia, Cina, Sud-America, Africa. Oltre il 40% degli stranieri residenti in Italia vengono dall'Est dell'Europa e non hanno bisogno di alcun permesso perché fanno parte dell'Unione Euro- pea. La motivazione di questi ultimi è economica e molti lavorano come badanti, camerieri, ecc. Inoltre, più recentemente c'è stato e continua ad esserci un continuo influsso di migranti provenienti dall'Africa, molti dei quali fuggono da paesi in guerra come Eritrea, Somalia, Siria o fuggono da calamità naturali; approdano via mare. Una certa percentuale continua a venire per ragioni economiche ma tanti sono profughi e cercano asilo. Data la recente recessione economica in Italia un certo numero non rimane in Italia e cerca asilo nel Nord Europa. A questo punto gli immigrati in Italia sono di quasi 6 milioni. Più del 40% risiede e lavora in Italia legal- mente.
Il mercato del lavoro in Italia è multi-etnico e multi-razziale e nonostante la recessione degli ultimi 10 anni, il numero di occupati stranieri
continua a crescere. E' da notare che la maggio- ranza svolge lavori elementari o come operai in agricoltura o pesca o artigianato, ecc. Solo una piccolissima percentuale svolge una professio- ne manageriale o tecnica. Infatti, una buona parte di immigrati svolge lavori al disotto della loro competenza e titolo di studio. I posti pro- fessionali vanno di solito agli italiani. In con- clusione, l'Italia d'oggi si può dirsi un paese multi-etnico e multi-razziale.
Come detto, la suddetta situazione si riflette in tutta Europa. L'International Federation of Psychoanalytic Societies (IFPS) terrà una con- ferenza internazionale di tre giorni a Firenze con l'oggetto di capire quali sono tutti gli effetti so- ciali e psicologici che scaturano da questa si- tuazione, con particolare attenzione alle paure che l'immigrazione provoca nella gente.
La sottoscritta parteciperà alla suddetta con- ferenza e presenterà una ricerca che tratta in particolare gli effetti sull'Italianità (identità cul- turale) e il nostro senso di casa/appartenenza che l'immigrazione ha su noi Italiani all'estero in particolare. Cioè nella nostra fantasia come potrebbe cambiare l'Italia se l'immigrazione con- tinua a crescere (o, come è già cambiata nel- l'opinione nostra); quando visitiamo l'Italia come la vediamo l'Italia ora rispetto a prima dell'immi- grazione; come c e la immaginiamo in futuro se l'immigrazione continua a crescere? In che con- siste l'idea dell'Italia che abbiamo ed abbiamo tenuto dentro di noi. Quali sentimenti suscita in noi (belli, brutti, paura, felicità, preoccupazio- ne, un senso di perdita, ecc. ecc.).
A questo proposito la sottoscritta ha ideato un breve questionario che tratta questi temi e chiede ai lettori di America Oggi di partecipare. Basta telefonare o scrivere per ottenere il que- stionario, oppure, se preferibile, si può parteci- pare facendo una piccola intervista per telefo- no. La ricerca è aperta a tutti gli italiani residenti in America, di tutte le età. Contattare: Lucia Imbesi, Cert. Psychoanalyst, tel. (212) 794-5059; email: agatocle37@yahoo.com.
Ringrazio in anticipo tutti i lettori/parteci- panti.
















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