Energia/Terna conferma il target di crescita per il 2019
- Redazione
- 9 mag 2019
- Tempo di lettura: 2 min
È la strada tracciata dalla direzione della società che ribadisce i dati e promette investimenti per il nuovo piano strategico

ROMA. Terna cresce, punta a crescere ancora e si prepara a giocare un ruolo chiave nelle grandi sfide che riguardano il sistema energetico. È la strada tracciata dal management della società che conferma le guidance per il 2019 e promette, con i 6,2 miliardi di investimenti per la rete elettrica del nuovo Piano strategico, di dare al Paese "un bel contributo alla ricchezza e al lavoro" con la creazione in cinque anni di posti diretti e indiretti stimati per 15 mila persone. Piatto il titolo in Borsa (-0,85% a 5,37 euro), che da inizio anno però ha già registrato un +9,5%. L'occasione è l'annuale assemblea degli azionisti, che ha approvato i risultati del 2018 e la distribuzione di un dividendo in crescita (a 23,32 centesimi per azione) che permette al principale azionista, Cdp Reti (29,85%), di incassare circa 140 milioni. I numeri del 2018, chiuso con un utile di 706,6 milioni (+2,7%) e ricavi per 2.197 milioni (+1,6%), "descrivono la realtà di un Gruppo che si conferma in crescita e che pone le premesse per crescere ancora", evidenzia la presidente Catia Bastioli, sottolineando come Terna sia "all'altezza delle grandi sfide" del settore e sia pronta a "giocare il proprio ruolo nella transizione energetica in atto, a livello sia internazionale che nazionale". Per farlo la strategia è il nuovo Piano strategico 2019-23, presentato lo scorso 21 marzo, che - sottolinea l'a.d Luigi Ferraris - "si presenta con una forte accelerazione impressa agli investimenti per lo sviluppo infrastrutturale del Paese". Confermato l'impegno sull'Italia ("il grosso del capitale ver- rà dedicato a completare la rete italiana", assicura Ferraris) e le tempistiche per le interconnessioni elettriche col Montenegro e la Francia. Per quella con la Tunisia, invece, si attendono gli sviluppi dopo l'accordo con Tunisi siglato nel recente vertice intergovernativo, che era "la precondizione perché si andasse avanti".
















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