Eni/L’utile del trimestre in lieve calo, ma cresce la produzione
- Redazione

- 28 apr 2018
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ROMA. Un risultato netto in lieve calo, ma un utile rettificato dalle voci straordinarie in forte crescita, anche grazie all'aumento dei prezzi del greggio, e una produzione che continua con il vento in poppa. Sono le principali voci del bilancio del primo trimestre dell'Eni, che l'amministratore delegato Claudio Descalzi definisce "eccellente" ma che non convince del tutto la Borsa: il titolo prima perde leggermente terreno e poi chiude sostanzialmente senza variazioni con una limatura dello 0,07 per cento a 16,15 euro.I primi tre mesi del gruppo petrolifero si chiudono con un utile netto di 946 milioni, in calo del 2 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, principalmente a causa della plusvalenza di 339 milioni di euro incassata allora con la cessione del 10% del maxi-giacimento egiziano di Zohr. Al netto delle voci straordinarie, infatti, l'utile rettificato (adjusted) sfiora il miliardo, a 978 milioni di euro, e registra un aumento del 31 per cento. A trainare il risultato è la divisione esplorazione e produzione, che naturalmente trae benefici dall'aumento del prezzo del petrolio, anche se attenuato dall'andamento del cambio: il Brent in dollari si è infatti apprezzato del 24 per cento, ma in euro il rialzo è molto più contenuto ed è pari all'8 per cento. La produzione, in partico- lare, è cresciuta del 4 per cento a 1,867 milioni di barili al giorno e consente al gruppo di confermare la stessa stima crescita (4%) per l'intero 2018. Più in chiaroscuro le performance degli altri settori: il gas and power si mantiene sui livelli del primo trimestre 2017, ma registra un forte aumento del business del gas naturale liquefatto, con vendite in crescita del 35% a 2,7 miliardi di metri cubi. Raffinazione e chimica, invece, hanno registrato una flessione del 59 per cento dell'utile operativo "a causa dello scenario particolarmen- te sfavorevole": nella chimica, poi, il gruppo paga anche la flessione dei margini del polietilene, condizionati dall'eccesso di offerta proveniente dai mercati medio orientali. Descalzi, comunque, si ritiene soddisfatto, sottolinea i successi della produzione ed afferma che si tratta di risultati "eccellenti", visto che migliorano "in misura più che proporzionale rispetto allo scenario petrolifero. Rispetto al primo trimestre 2017, con un incremento del prezzo Brent in euro dell'8 per cento, l'utile operativo adjusted di gruppo è aumentato del 30 per cento, mentre la generazione di cassa da risul- tato è cresciuta del 22 per cento". La Borsa, invece, storce un po' il naso, forse perché gli analisti contattati dal- l'agenzia Bloomberg si aspettavano un utile adjusted di 1,01 miliardi.
















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