Era il prete delle tragedie
- 11 dic 2017
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MORTO DON RIBOLDI, PALADINO DEI DRAMMI DEL SUD FINO AGLI ANNI ’80

NAPOLI. Un prete di un paesino dimenti- cato da tutti che diventa megafono degli emarginati, abbandonati da tutti, costretti a vivere in baracche senza acqua e corren- te elettrica. Condizioni infernali. Nessuno forse se ne sarebbe accorto se lui, ‘don terremoto’, Antonio Riboldi, non avesse portato fin nei palazzi del potere quella tra- gedia. Cambiando da quel momento radi- calmente la sua vita, da “prete di sacrestia” a prete di strada.
E ancora lui: vescovo di Acerra (Napo- li), chiamato da Paolo VI a essere Pastore in terra di camorra, armato solo della sua croce, capace di trascinare migliaia e mi- gliaia di persone, a cominciare dai più gio- vani fin davanti al Castello di Ottaviano (Napoli), segno del potere di Raffaele Cutolo.
Una sfida senza violenza al superboss.
È morto ieri, a 94 anni, a Stresa, in Piemonte, presso la casa dei rosminiani dove si trovava dalla scorsa estate.
In tanti ieri lo hanno ricordato. La pre- sidente della Camera, Laura Boldrini, evidenzia il suo ruolo di primo piano di fronte a tanti problemi dell’umanità. La pre- sidente dell’Antimafia, Rosi Bindi, evidenzia il suo impegno per giustizia e verità. Don Luigi Ciotti sottolinea che ha alzato la voce per gli ultimi. Il sottosegretario Cosimo Ferri lo propone come simbolo anticlan. Antonio Bassolino posta su Fb una foto della marcia anticamorra di Ottaviano insieme con l’allora leader della Cgil, Luciano Lama e il presule.
È stato immerso nei problemi, si è spor- cato le mani in maniera generosa monsignor Antonio Riboldi, don Antonio per tutti. Non era un eroe, voleva essere testimone di una Chiesa viva. Con le sue paure, come tutti gli uomini. Ma con una grande forza. Quella della fede, dei suoi studi, del suo essere orgogliosamente rosminiano ma anche sostenuto da una mamma capace di dargli la spinta necessa- ria per affrontare gli uomini del male. “Quando le confidai che volevo lasciare, che non ce la facevo più mi rispose: ‘prefe- risco che ti ammazzino anziché tu scappì”, ebbe modo di raccontare un paio di anni fa.
Una denuncia che lo ha portato per anni a vivere sotto scorta. Monsignor Riboldi è morto all’alba, a 94 anni, a Stresa, in Piemonte, presso la casa dei rosminiani dove si trovava dalla scorsa estate.
A darne l’annuncio la Curia di Acerra dove è stato vescovo dal ’78 al 2000. Dopo una messa, prevista per domani, nel con-
vento dei monaci rosminiani a Stresa, la salma di monsignor Riboldi è attesa ad Acerra, dove si svolgeranno in settimana i funerali. Non è ancora chiaro se la sepol- tura avverrà all’interno della cattedrale, così come da desiderio del presule.
Nel 1968, dieci anni dopo essere arri- vato a Santa Ninfa, nella Valle del Belice, in Sicilia, fu vicino ai suoi fedeli scossi dal terremoto. In una trasmissione della Rai, “A tu per tu” dell’11 aprile 1977 denunciò senza mezzi termini una situazione vergo- gnosa, figlia dell’abbandono di quel po- polo dopo il terremoto. “Come essere pre- telìinmezzo?Comesifaadireaunuomo che per nove anni vive nelle baracche dove ci sono topi e dove piove, Dio è qui e ti ama? Come trasmetterlo questo messag- gio d’amore a un uomo che non capisce più bene se vivere è sopravvivere o realizzarsi?”, diceva con grande amarezza. Paolo VI nel 1978 lo chiamò alla guida della Diocesi di Acerra. Anni di guerra di camorra, con centinaia e centinaia di mor- ti. Storica la marcia che negli anni ’80 por- tò migliaia di giovani ad Ottaviano, città del capo indiscusso della Nco, Raffaele Cutolo. Riferì di aver incontrato in carcere, il pomeriggio di una domenica di Pasqua il boss Cutolo che rimase fermo sulle sue posizioni. Cercò anche di favorire, laddove possibile, la dissociazione di personaggi che avrebbero potuto rompere col passato di sangue. In poche, semplici parole il bilancio
della sua vita. “Ho imparato che è fonda- mentale andare tra la gente a diffondere il Vangelo, non rassegnarsi mai, non aspet- tare gli eventi. Ho capito che bisogna spor- carsi le mani con i problemi dell’uomo
















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