Erdogan: lasceremo passare i migranti
- 26 nov 2016
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IL PRESIDENTE TURCO MINACCIA L’EUROPA DOPO LO STOP DEL PARLAMENTO UE AI NEGOZIATI

ISTANBUL. "Se l'Europa si spingerà troppo oltre, permetteremo ai rifugiati di passare dai valichi di frontiera". Dopo i toni sprezzanti della vigilia, quando aveva definito senza "nessun valore" il voto del Parlamento Ue, che venerdì ha chiesto un congelamento dei negoziati di adesione della Turchia per le "misure repressive sproporzionate" dopo il tentato golpe, per Recep Tayyip Erdogan arriva l'ora delle minacce. Come già più volte in passato per la mancata concessio- ne della liberalizzazione dei visti, il presidente turco è tornato a sfidare Bruxelles, dicendosi pronto ad aprire le sue porte verso l'Europa ai 3 milioni di migranti - 2,7 milioni di siriani e 300 mila iracheni -ospitati al momento in Turchia, facendo carta straccia dell'accordo di marzo, che ha ridotto da migliaia a poche decine al giorno i profughi sbarcati in Grecia dalle coste turche. "Non avete raccolto i bambini quando nel Mediterraneo arrivavano annegati sulle coste. Quando 50mila rifugiati sono arrivati a Kapikule (al confine con la Bulgaria, ndr), vi siete messi a urlare e a dire 'Che faremo se la Turchia apre i valichi di frontiera?'", ha attaccato Erdogan. "Adesso nel mondo ci sono milioni di Aylan Kurdi che aspettano una risposta", ha aggiunto, ricordando il piccolo rifugiato curdo-siriano annegato nell'Egeo nel settembre 2015, la cui immagine fece il giro del mondo. Da Bruxelles gettano subito acqua sul fuoco. "Siamo pienamente impegnati a far funzionare l'accordo" con "continui contatti a livello politico e tecnico" con Ankara, è la reazione della Commissione Ue. La risoluzione di Strasburgo, si ricorda, "è un pezzo del puzzle", che non deve tuttavia impedire di guardare "al quadro globale". Ad abbassare i toni è anche Berlino, che definisce "un comune successo" il patto sui migranti e punta a tenere aperto "il dialogo" anche dopo il voto dell'Europarlamento, ribadendo che l'Ue "resta ferma sui propri doveri dell'accordo e li adempie". Ma anche su questo Erdogan alza la voce, tornando a sostenere che da Bruxelles sono giunti finora "700 milioni di dollari" a fronte dei 3 miliardi di euro promessi perquest'anno, men- tre la Turchia ne avrebbe spesi "15 miliardi". La prossima settimana, il mini- stro per gli Affari europei e capo negoziatore di Ankara, Omer Celik, sarà a Bruxelles per incontrare il vicepresidente vicario della Commissione, Frans Timmermans, e i commis- sari Dimitris Avramopoulos e Julian King. Colloqui che arrivano alla vigilia della quarta re- lazione sull'attuazione dell'intesa. Ancora una volta, la Turchia porterà sul tavolo la richiesta dell'esenzione dei visti, su cui dall'Ue si dicono "pienamente impegnati a trovare una soluzione che possa riconciliare le vere preoccupazioni che la Turchia può avere nella lotta al terrorismo". Ma la 'scadenza' annunciata da Ankara, per il momento, resta quella di fine anno.
















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