Espulsi 15 diplomatici
- Redazione

- 4 ott 2017
- Tempo di lettura: 2 min
USA-CUBA/SI AGGRAVA LA CRISI DEGLI “ATTACCHI ACUSTICI”

NEW YORK. Nuova escalation nella crisi diplomatica tra gli Stati Uniti e Cuba. Un altro cittadino ame- ricano è rimasto ferito in seguito ai misteriosi ‘attacchi acustici’ nell’iso- la caraibica, portando a 22 il nume- ro delle vittime, quasi tutti diploma- tici e personale del Dipartimento di stato.
La notizia ha scatenato l’ira del presidente Donald Trump e una re- azione immediata da parte dell’am- ministrazione Usa, che ha deciso l’espulsione di 15 diplomatici cuba- ni dell’ambasciata a Washington.
“Si tratta di una decisione irre- sponsabile e avventata”, la dura replica del governo cubano, “una misura arbitraria in mancanza di pro- ve” sui presunti attacchi. E di fatto quella di Washington appare come una ‘rappresaglia’ che è stata co- municata telefonicamente all’amba- sciatore dell’Avana nella capitale statunitense.
I membri del suo staff espulsi - gli è stato riferito - dovranno lascia- re il Paese entro sette giorni. “La decisione è stata presa poiché Cuba non ha adottato le misure necessarie per proteggere i nostri diploma- tici, in conformità agli obblighi del- la Convenzione di Vienna”, ha fatto sapere il Dipartimento di Stato in una nota, precisando che l’ordine “garantirà l’equità nelle rispettive operazioni”.
“Continuiamo a mantenere rela- zioni diplomatiche con l’Avana e a cooperare mentre portiamo avanti l’inchiesta su questi attacchi”, ha precisato Foggy Bottom, anche se la mossa rappresenta una ulteriore e pericolosa impennata delle ten- sioni dopo il disgelo fortemente vo- luto da Barack Obama. Disgelo ora frenato da Donald Trump.
“Non attribuiamo alcuna colpa”, ha poi spiegato ai media statuni- tensi un funzionario del Dipartimen- to di Stato, ribadendo che le espul- sioni mirano a “far capire ai cubani che devono fare di più per proteg- gere la nostra gente sul territorio”.
L’obiettivo è poi quello di co- stringere Cuba a lavorare in emer- genza a Washington, dopo che gli Usa la scorsa settimana hanno ri- dotto drasticamente (del 60%), il personale del Dipartimento di stato nell’isola caraibica. L’amministrazio- ne Trump chiede quindi a Cuba di assicurare la cessazione degli ‘at- tacchi acustici’, e solo allora la si- tuazione potrà tornare alla normali- tà.
Di fatto ad oggi nessuno è stato in grado risolvere il mistero sui ‘di- sturbi’ accusati da diplomatici ame- ricani di stanza a Cuba, tra cui pro- blemi all’udito, alla vista e capogiri. Fin da subito le spiegazioni sono state inquadrate in due filoni: da una parte l’ipotesi dell’uso di non meglio specificate ‘armi acustiche’, dall’altra la possibilità che si sia trat- tato di un tentativo di sorveglianza la cui tecnologia è sfuggita di mano.
















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