Farah è tornata a casa
- 25 mag 2018
- Tempo di lettura: 2 min

LA RAGAZZA COSTRETTA AD ABORTIRE IN PAKISTAN DAI GENITORI È SBARCATA A MILANO
VERONA. Il Pakistan se l'è lasciato alle spalle. Le cicatrici psicologiche delle violenze subite, con la complicità dei genitori, ancora no. Farah, la ragazza residente a Verona, portata con l'inganno in patria e costretta dalla famiglia ad abortire, è rientrata ieri in Italia, a Malpensa, con un volo proveniente da Islamabad. È stato il ministro degli Esteri Angelino Alfano ad annunciarlo, via Twitter: "Farah è finalmente tornata in Italia e si trova adesso in un luogo sicuro. Grazie al lavoro diplomatico dell'ambasciata italiana a Islamabad e alla collaborazione con le autorità pakistane". La studentessa sta bene, non è ancora stata sottoposta a visite mediche, ma ha voluto rassicurare gli amici - tramite la Polizia che l'ha sentita a Verona - che è in buone condizioni. Non ha chiesto per ora di vedere il fidanzato, un coetano connazionale adottato da una famiglia veronese. Le compagne e i docenti dell'istituto statale "Sanmicheli" di Verona aspettano il suo possibile ritorno in classe. Manca dall'Italia da gennaio Farah, ma è attesa per sostenere gli esami di maturità. Nonostante abbia su- perato il limite di assenze a scuola, il suo nome è stato inserito nella lista per l'ammissione agli esami del diploma. Dopo l'arrivo a Milano, è stata subito trasferita a Verona, in Questura, dove è stata sentita a lungo dagli investigatori, che hanno assunto sommarie informazioni che saranno inoltrate alla Procura. Bisognerà capire se vi siano profili di reato e soggetti eventualmente perseguibili in Italia. Al momento i fatti riferiti dalla ragazza - l'ipotesi del sequestro di persona, l'aborto sotto costrizione - non riguardano il territorio nazionale, ma il Pakistan, dove va verificato se queste condotte attribuite alla famiglia costituiscano reato o meno. La struttura che ospiterà la 19enne è già stata scelta; sarà un luogo "riservato, ma non protetto", dove la studentessa sarà libera di muoversi a suo piacimento. "Risulta con certezza che fosse incinta e che adesso non lo è più. Restano da vedere le modalità con le quali si è consumato il fattol'intenzione" hanno spiegato i funzionari della Questura di Verona che hanno raccolto le dichiarazioni. "Non esiste un fascicolo aperto dalla Procura - è stato confermato - finora si parla di un reato riferito per interposta persona e attraverso messaggi". I genitori di Farah sono ancora in Pakistan, mentre il fratello ha dichiarato di non essere stato a conoscenza della gravidanza della sorella e ha manifestato la disponibilità ad ospitarla.
















Commenti