Fatti e misfatti quotidiani
- Redazione

- 20 dic 2016
- Tempo di lettura: 5 min
POLITICA E SCANDALI ITALIANI/L’ARRESTO DI MARRA MA NON SOLO

Mi trovavo a Roma per una breve vacanza e, proprio nella mattinata gelida di venerdì 16 dicembre, alle 8.30 circa, passando per Piazza del Campidoglio, ho notato qualcuno che montava la telecamera in direzione della scalinata che conduce nel Comune di Roma. Ho rilevato soprattutto la presenza di alcuni carabinieri e ho appreso che, poco prima, avevano arrestato Raffaele Marra, capo del personale del Comune capitolino. Ho colto l’occasione per scattare alcune foto, e non ho potuto fare a meno di commentare come, quotidianamente, non manchino fatti o misfatti collegati alla politica nostrana a livello nazionale. Negli ultimi giorni, infatti, abbiamo registrato che Vincenzo De Luca, governatore della Campania, risulta indagato per il reato di “istigazione al voto di scambio”, correlato alle sue dichiarazioni, rivolte ai numerosi sindaci della regione, tese a “fare di tutto per il Sì”, in previsione del Referendum costituzionale del 4 dicembre. Subito dopo è stata la volta di Paola Muraro, assessore alla sostenibilità ambientale del Comune di Roma, fortemente voluta dalla sindaca Virginia Raggi, a risultare indagata dalla locale Procura. Non poteva mancare Silvio Berlusconi, onnipresente sulla scena per varie ragioni, il quale è stato rinviato a giudizio per corruzione in atti giudiziari, con altri 22 imputati, al termine dell’udienza preliminare nel procedimento Ruby ter. L’accusa è quella di avere pagato circa dieci milioni di euro alle olgettine per indurle a mentire nel processo a carico dell’ex cavaliere. I lettori ricorderanno il nome di Ruby rubacuori, al secolo Karima el Marhoug e la vicenda delle “cene eleganti”. Non avevamo ancora avuto il tempo di riprendere fiato quando è giunta notizia che il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, risulta indagato per turbativa d’asta, falso materiale e ideologico, in relazione al- l’appalto sulla piastra dell’Expo a Milano. Il primo cittadino della città lombarda si è autosospeso dall’incarico (nessuna legge prevede tale istituto), fino a quando non avrà saputo di cosa si tratta veramente, gettando così una cortina fumogena sui fatti. Insomma le principali città del Belpaese - Roma, capitale ufficiale; Milano, capitale econo- mica; e Napoli, già capitale dell’ex Regno delle Due Sicilie - tutte coinvolte in una serie di vicende che tengono alta l’attenzione dei mezzi di informazione e dei cittadini italiani e stranieri. Tra uno scandalo e l’altro, e in meno di una settimana, è nato il nuovo governo guidato da Paolo Gentiloni. Quando si vuole le cose si fanno velocemente, anche con la Costituzione vigente, paragonata alla stregua di un ferro vecchio, che si voleva riformare.Cosa dire in simili frangenti! Intanto che in Italia non ci facciamo mancare uno scandalo al giorno. Che i giornali non hanno certamente problemi correlati con la carenza di notizie che suscitano interesse e indignazione in gran parte della popolazione. Non è un caso che la grande stampa, allineata sulle posizioni di Renzi, dedica molta più attenzione alla sindaca di Roma - per avere sbagliato a scegliere i propri collaboratori - e molto meno al sindaco di Milano, indagato per una serie di reati. Solitamente questo si chiama “doppiopesismo”. Lungi dal sottoscritto l’intenzione di giustificare Virginia Raggi, esponente del M5S. Va detto, però, per amore di verità, e come ha fatto rilevare la medesima, che Marra (fino al 15 dicembre incensurato, ndr) è uno dei 23 mila dipendenti del Comune; che non fa parte della Giunta e che i fatti contestati risalgono al 2013. Inoltre, un sindaco neo eletto deve pur fidarsi di qualcuno, o no? Circa, poi, il fatto che Marra venisse indicato come il suo “braccio destro” - la Raggi lo ha fortemente voluto al suo fianco nonostante le perplessità espresse a suo tempo anche da Beppe Grillo - la sindaca ha dichiarato che il suo braccio destro sono i cittadini romani e che continuerà a lavorare e ad andare avanti. Intanto registriamo che il vice sindaco Daniele Frongia e Salvatore Romeo, capo della segreteria politica, sono stati costretti alle dimissioni. Naturalmente, nel caso della prima cittadina di Roma, vi è da aggiungere che la stessa se l’è proprio cercata, mettendo tutto il Movimento in grosse difficoltà. D’altronde non c’era da indagare più di tanto su un personaggio già legato,nel recente passato, a Gianni Alemanno e a Renata Polverini, rispettivamente ex sindaco di Roma e ex governatore della Regione Lazio. Le giustificazioni e le scuse non bastano. Per dirla con un vecchio adagio: “Chi è causa del suo male, pianga se stesso”. Va da sé che i riflessi di questo ennesimo scandalo non mancheranno di riverberarsi negativamente in termini di consensi sul M5S, dato vincente alle prossime elezioni politiche. I cittadini italiani non potranno sorvolare con facilità su una vicenda del genere. Ovviamente le prese di posizione dei partiti avversari, e in particolare del Pd, non si sono fatte attendere. Quale migliore occasione per affermare: “Avete visto, anche loro sono come gli altri!” (hops, stavo per dire “come noi!”). Ci dobbiamo chiedere se questo può bastare a rasserenare il clima invivibile che si respira in questo Paese contrassegnato da scandali continui che confermano, se ce ne fosse ancora bisogno, il malcontento della gente. Un malcontento che si è manifestato in maniera virulenta con il risultato del No al Referendum costituzionale. A tal proposito, e come oppor- tunamente segnalato dal presidente del Senato, Pietro Grasso, nell’incontro con la stampa parlamentare, in occasione degli auguri natalizi: “Le fasce più deboli hanno mandato un messaggio chiaro; per i giovani la situazione non è cambiata molto per l’uso indiscriminato dei voucher; l’Italia crede nella partecipazione democratica; si è avvertita forte la richiesta, da parte dei cittadini, di voler partecipare alle scelte importanti del Paese; una delle spinte principali è il legittimo desiderio di poter scegliere i propri rappresentanti, superando quei marchingegni tecnici fatti di listini bloccati e pluri candidatutre; le liste bloccate e le candidature plurime non facilitano il rapporto fiduciario fra gli elettori e gli eletti”. Le candidature plurime, in particolare, tema mattina scandaloso in una democrazia, garantiscono ad alcuni mestieranti della politica di essere eletti in più collegi per poi scegliere da quale di questi dimettersi e far subentrare l’amico di cordata per assicurarsi l’appoggio nelle scelte future in Parlamento. A questo punto, non resta che condividere i contenuti significativi di una canzone del 1991, interpretata da Franco Battiato. Contenuti che danno la misura della distanza siderale del popolo dalla politica, e dal mio concetto di gover- no. Ne trascrivo i primi versi: “Povera patria! schiacciata dagli abusi del potere di gente infame, che non sa cos’è il pudore, si credono potenti e gli va bene quello che fanno; e tutto gli appartiene. Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni! Questo Paese è devastato dal dolore...”.
















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