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Fca/Marchionne: “Non venderemo mai il marchio Fiat”



Prima lo scorporo Magneti Marelli, poi valuteremo per Comau

GINEVRA. Fiat non è un marchio da spendere in tutto il mondo come Jeep ma Fca non ha alcuna intenzione di venderlo, a coreani o cinesi che siano. Parola di Sergio Marchionne. A meno di due settimane dal salone dell'auto di Ginevra, l'amministratore delegato di Fiat Chrysler Automobiles torna nella città svizzera per presiedere l'assemblea di Sgs, la multinazionale della quale era Ceo quando nel 2004 fu chiamato a Torino a salvare la Fiat e dove ha continuato a fare il presidente, carica alla quale è stato ricon- fermato ieri dai soci. "Mai" è la risposta di Marchionne a una domanda sulla possibilità che il marchio Fiat venga ceduto. Tanto meno a un gruppo coreano. "I coreani sono interessati a tutto, ma non abbiamo mai parlato con loro", afferma al termine dell'assemblea di Fca. "Fiat ha un grande futuro, ma molto specializzato. Con il marchio 500 può stare in Europa", aggiunge ribadendo in sostanza il ridimensionamento del marchio italia-giugno a Balocco. Marchionne conferma poi, entro la fine del piano attuale, quest'anno, lo scorporo di Magneti Marelli cui in un secondo momento potrebbe seguire quello di Comau. "Comau è una bellissima azienda ed eventualmente potremo considerare uno scorporo ma non entro il 2018, come avverrà per Magneti Marelli", indica il manager sottolineando che lo spin-off di Magneti Marelli non avverrà con una Ipo in Borsa: "Distribuiamo azioni Magneti Marelli gratis ai soci, senza però la quotazione che abbiamo fatto per Ferrari". Del Cavallino Rampante Marchionne intende rimanere alla guida anche dopo la sua uscita da Fca nel 2019. Difficile invece immaginare un suo ruolo più operativo in Exor, della quale è vicepresidente. "È una holding e ha già John Elkann come presidente e Ceo", spiega. Riguardo poi allo scenario politico, in Italia e negli Stati Uniti, Marchionne si dice tranquillo. ''Il Paese fa le sue scelte. Si risolverà anche questa'', commenta riguardo al futuro governo italiano, interpellato in particolare su un possibile asse tra Salvini e Di Maio. "Quando ho detto che abbiamo visto di peggio non mi riferivo alle elezioni ma a quel che ha passato Fca'', precisa. Sulle politiche di Trump negli Usa, in particolare ri- guardo ai dazi su acciaio e alluminio, Marchionne rassicura: "E’ il presidente degli Stati Uniti, Trump ce lo gestiamo".


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