Fca-Renault, promessi sposi
- Redazione
- 28 mag 2019
- Tempo di lettura: 3 min
AUTO/I DUE COLOSSI VERSO LA FUSIONE PARITARIA. NON SI TOCCANO GLI STABILIMENTI
di Amalia Angotti

TORINO. Fca mette sul tavolo del gruppo Renault la sua proposta di matrimonio per creare "uno dei principali gruppi automobilistici al mondo". L'ipotesi è una società detenuta per il 50% dagli azionisti di Fca e per il 50% dagli azionisti del gruppo Renault, una struttura di governance paritetica e una maggioranza di consiglieri indipendenti. Sarà il terzo costruttore di auto al mondo con 8,7 milioni di veicoli venduti, alle spalle di Volkswagen e Toyota, ma con la prospettiva di diventare il primo se l'alleanza sarà estesa a Nissan e Mitsubishi, alleate dei francesi. "Nessuno stabilimento chiuderà", assicura il presidente John Elkann che ribadi- sce l'impegno della famiglia. I sindacati apprezzano l'operazione, ma chiedono un confronto. "Studieremo con interesse la proposta", risponde il consiglio di amministrazione della casa francese convocato alla 8 a Parigi. La Borsa apprezza il progetto e i titoli volano. Il gruppo automobilistico italo-americano chiude in rialzo del 7,9% tra un boom di scambi con 57 milioni di azioni passate di mano. Molto bene anche Exor (+6,1% finale a 59,98 euro), con Renault a Parigi che segna un aumento del 12%. La proposta di aggregazione, inviata con una lettera non vincolante alla società francese, punta a coinvolgere anche Nissan-Mitsubishi, ma le alleate di Renault non si sbilanciano e aspettano "maggiori dettagli". "Crediamo che i benefici che matureranno da una fusione tra Renault e Fca si estenderanno anche ai partner dell'alleanza Mitsubishi e Nissan. E non vediamo l'ora di coinvolgerli in opportunità ancora più grandi e reciprocamente vantaggiose", afferma l'amministratore delegato di Fca, Mike Manley, in una lettera ai dipendenti. Manley spiega che "la fusione avviene in posizione di forza" e che "la nascita della nuova società potrebbe richiedere più di un anno". La società capogruppo sarà olandese e sarà quotata a Milano, a Parigi e a New York. Exor, secondo le prime ricostruzioni degli analisti, dovrebbe avere il 13 oil 14%,Renault e Nissan il 7 o il 7,5% ciascuna. L'obiettivo è "prendere decisioni coraggiose per cogliere su larga scala le opportunità che si sono create nel settore automobilistico in campi come la connettività, l'elettrico e i veicoli a guida autonoma". Fca stima oltre 5 miliardi di euro di sinergie annuali in aggiunta alle sinergie esistenti nell'Aleanza Renault-Nissan-Mitsubishi. Ci sarebbe una forte presenza di mercato nelle regioni e nei segmenti chiave dai marchi di lusso e premium come Maserati e Alfa Romeo, Dacia e Lada e includerebbe Fiat, Renault, Jeep e Ram così come i veicoli commerciali. I benefici dell'operazione non deriverebbero dalla chiusura di stabilimenti, ma da investimenti più efficienti in termini di utilizzo del capitale in piattaforme globali dei veicoli, in architetture, in sistemi di propulsione e in tecnologie. Gli analisti però pensano che "alla luce della "sovraccapacità e delle sovrap- posizioni i due gruppi faranno fatica a mantenere tutti gli impianti". Allo studio c'è un'ipotesi di spin off di Comau. Prima che l'operazione di fusione con il gruppo Renault sia completata per attenuare la disparità dei valori sul mercato azionario, gli azionisti di Fca riceverebbero anche un dividendo di 2,5 miliardi di euro. Inoltre, prima del completamento dell'operazione, sarebbero distribuite agli azionisti di Fca le azioni Comau oppure un dividendo aggiuntivo di 250 milioni di euro se lo spin-off di Comau non dovesse avere corso. "Se Fiat cresce è una buona notizia, conto che sia un'operazione brillante e che tuteli i posti di lavoro nel paese e porti a fare crescere un gigante europeo dell'automobile. È un segnale di orgoglio e vivacità", commenta il vicepremier Matteo Salvini. Plaude all'operazione il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia: "Fca - afferma - è un grande gruppo che ha una visione europea e mondiale, da tempo stiamo dicendo che abbiamo bisogno che nascano dei giganti europei in questo caso si è andato molto oltre, non sarebbe solo un gruppo europeo".
















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