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Fede e ambiente per l’Amazzonia

VATICANO/OGGI SI APRE IL SINODO DEI VESCOVI



CITTÀ DEL VATICANO. Piazza San Pietro oggi si tingerà dei colori sgargianti dell'Amazzonia, dei copricapo tradizionali degli indigeni, ma soprattutto delle tante aspettative che arrivano dal 'polmone' del mondo, dalla cura della terra a nuove vie pastorali che consentano ai cattolici dispersi in un territorio vastissimo di vivere la loro fede con la loro cultura. Ma il Sinodo dei vescovi, fortemente voluto da Papa Francesco, che si aprirà con la messa di oggi e che entrerà nel vivo dei lavori lunedì 7 febbraio con la prima Congregazione è tutt'altro che una assise priva di problemi. Il lungo 'strumento di lavoro' contiene punti delicati, primo tra tutti, quello di valutare la possibilità di affidare alcuni compiti del ministero sacerdotale ai cosiddetti 'viri probati', uomini di fede sposati. Questo per la carenza di sacerdoti rispetto alla vastità della regione. Ma anche la questione di una fede che rispetti culture e tradizioni dei popoli indigeni fa storcere il naso all'ala più tradizionalista dei cattolici.

"La Chiesa in Amazzonia non può sbagliare. C'è bisogno non di una Chiesa europea, trasportata, diciamo così, in Amazzonia, ma una Chiesa dal 'volto amazzonico', un volto indigeno e perciò per avere questo, dovrà essere una Chiesa inculturata", è il pensiero del cardinale Claudio Hummes, relatore generale del Sinodo, un po’ l'anima ispiratrice di questo evento ecclesiale. Proprio ieri, a due passi da piazza San Pietro, si è tenuta una 'manifestazione' di preghiera molto partecipata, circa cinquecento persone secondo gli organizzatori, stima confermata anche da fonti delle forze dell'ordine. Un rosario per superare la "confusione", così l'hanno definita i partecipanti, sui principi della fede. E non c'è solo in ballo la questione che possa essere messo in discussione il celibato dei preti ma anche che l'attenzione all'ambiente, tanto importante per quella regione, "non venga confusa con l'ecologismo pagano e panteista". Rosari e digiuni 'contro' il Sinodo erano stati già organizzati da cardinali ostili al magistero di Papa Francesco, come l'americano Raymond Burke, ma prime prese di distanza sono già state espresse anche da cardinali di Curia, a capo di congregazioni pontificie, come Robert Sarah (Culto divino) e Marc Ouellet (Vescovi)Il Sinodo sul tema "Amazzonia: nuovi cammini per la Chiesa e per un'ecologia integrale" vede la partecipazione di 184 padri sinodali, dei quali 113 provenienti dalle diverse circoscrizioni ecclesiastiche panamazzoniche, in rappresentanza dei nove stati della Regione: Brasile, Venezuela, Colombia, Ecuador, Bolivia e Perú, i maggiori; ma anche Guyana francese, Repubblica Cooperativista della Guyana e Suriname.

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