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Fermato il ‘guardiano’ Sau



SGOMINATA BANDA PRONTA A SEQUESTRO. L’ARSENALE LO CUSTODIVA IL FRATELLO DELLA PUNTA SARDA

CAGLIARI. È indicato come il 'guardiano' dell'arsenale: pistole, munizioni, esplosivo, caschi da motociclista e tutto l'occorrente per mettere a segno qualsiasi tipo di azione criminale. Davide Sau, 33 anni, fratello dell'attaccante del Cagliari, Marco, avrebbe messo a disposizione il garage del suo appartamento di via Is Maglias, nel quartiere popolare di Is Mirrionis, alla banda che sta- va progettando il sequestro a scopo di rapina di un facoltoso ristoratore cagliaritano. Lo ha scoperto la Polizia nel corso delle indagini che hanno portato all'arresto di tre componenti della gang. Michele Pili, 41 di Aritzo (Nuoro), Mario Calledda, di 38 di Ses- tu (Cagliari) e Angelo Pisano, di 46 di Cagliari, sono stati bloccati qualche giorno fa mentre si apprestavano a sequestrare in casa la moglie del ristoratore: avrebbero dovuto legarla - forse anche violentarla - per convincere il marito a rientrare e ad aprire la cas- saforte. Il gruppo criminale era intercettato da mesi. Gli agenti avevano sentito parlare i vari componenti del colpo in programma, li avevano ascoltati mentre pianificavano ogni cosa, seguendo gli spostamenti del ristoratore e della moglie. Grazie alle "cimici" è stato individuato anche il covo di via Is Maglias e martedì sera, a due giorni dall'arresto dei tre, la Polizia ha fatto scattare il blitz culminato con l'arresto di Davide Sau. L'uomo era ai domiciliari dal maggio scorso per aver svaligiato con un complice l'abitazione di un pensionato di 92 anni a Mamoiada (Nuoro). Il suo ruolo all'interno della banda sembra essere solo quello di custode di armi, munizioni e droga. A disposizione, probabilmente, non solo di questa banda ma anche di altre attive in Sardegna. Una gang pericolosa e spietata, come emerge dalle 56 pagine dell'ordinanza di custodia cautelare firmata dal Gip del Tribunale di Cagliari, Roberto Cau, che ha confermato il carcere. Lo dimostra l'indifferenza ostenta- ta dai tre "circa la probabile presenza nell'abitazione di una bambina di 4 anni - si legge nelle carte del giudice - e dall'evidente intenzione di esercitare violenza fisica sulle persone per raggiungere l'obiettivo della sottrazione del denaro con accenni all'eventualità di perpetrare violenza sessuale nei confronti della moglie del ristoratore". La banda era intercettata dall'ottobre scorso, quando già stavano pianificando il colpo. "Gli apriamo la cassaforte... lo uccidiamo", dice uno della gang. "Lo leghiamo e gli sc... anche la moglie", risponde un'altro. Non solo. La pericolosità della banda era data anche dalle condizioni psico-fisiche in cui entravano in azione. Nell'ordinanza il Gip parla infatti di "gravissimo pericolo per i presenti tenuto anche conto della smodata as- sunzione di cocaina da parte degli indagati nell'imminenza delle fasi esecutive".


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