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Ferrazza nel mirino dei pm



LA TRAGEDIA DI GENOVA/IL MIT SILURA IL CAPO DELLA COMMISSIONE ISPETTIVA

GENOVA. Roberto Ferrazza, ex presidente del Comitato tecnico amministrativo che vagliò il progetto di Autostrade per sanare il viadotto Morandi era l’unico che, nella veste di provveditore alle opere pubbliche, sentiti gli enti locali, poteva provvedere a far chiudere il traffico sul ponte:il livello di usura della struttura, pur molto elevato, non faceva scattare un obbligo di legge rispetto alla chiusura della circolazione ma Ferrazza avrebbe se non dovuto, potuto farlo. Queste, secondo fonti del Mit, sono le motivazioni che hanno portato il ministero a sollevare dall’incarico di presidente della commissione ispettiva, l’architetto Ferrazza. L’ormai ex presidente dovrebbe, secondo fonti interne alla procura, finire nel mirino dei magistrati assieme ai vertici di Autostrade e a un altro componente della Commissione,Antonio Brencich, che ha rassegnato le dimissioni: “E’ diventata una questione politica - ha detto - lascio per serietà”. Sia Brencich, in qualità di esperto, che Ferrazza come presidente del Comitato tecnico amministrativo interno al Provveditorato avevano dato parere favorevole al progetto di Autostrade per la messa in sicurezza del ponte. Eppure, si legge nella relazione del comitato che è già stata acquisita dalla procura, nel progetto “si rilevano alcuni aspetti discutibili per quanto riguarda la stima della resistenza del calcestruzzo” e in particolare “il metodo Sonreb-Win è scientificamente ormai ritenuto fallace”. Nelle conclusioni, infatti, il Comitato parla di “elementi discutibili” per quanto riguarda la stima “della resistenza del calcestruzzo” e mette in evidenza che “non viene precisato” il tipo di tassello per il test di pull out che serve per sondare la resistenza del calcestruzzo stesso. Una notazione “non marginale” perché è documentato che alcuni tasselli “potrebbero portare a sovrastime anche del 100%”. La squadra di pg della procura avrebbe già sentito alcuni tecnici di Autostrade nell’ambito dell’indagine avviata dai pm genovesi che procedono per omicidio colposo plurimo aggravato, attentato colposo alla sicurezza di trasporti e disastro colposo derivante da crollo. Non è escluso che entro la prima settimana di settembre la procura proceda con le prime iscrizioni nel registro degli indagati: cosa questa che permetterà anche la richiesta di incidenti probatori. La squadra di polizia giudiziaria sta cercando anche tracce sulla presenza di bombole di acetilene sul carroponte che era stato appena montato sotto la soletta del viadotto per verificare se una eventuale esplosione possa esser stata una delle concause del crollo. La preoccupazione della procura è anche quella di mantenere inalterato “a meno che non si pongano problemi di pubblica incolumità” gli scenari del disastro: quindi - ha detto il procuratore capo Francesco Cozzi - la necessità di realizzare una struttura viaria “per far passare immediatamente i veicoli” non prevale “sulla esigenza di salvaguardia e acquisizione delle prove”. E anche il piano diAutostrade per l’abbattimento dei monconi sarà sottoposto all’esame della Procura.


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