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Ferrovie, terra di babygang

  • 17 dic 2017
  • Tempo di lettura: 2 min

QUATTRO MINORENNI PICCHIANO CAPOTRENO, POI ASSALGONO I POLIZIOTTI INTERVENUTI


PISA. Potrebbe esserci un week end all'insegna dello sballo dietro all'aggressione avvenuta ieri ai danni di una capotreno a bordo di un regionale sulla tratta Pisa-Lucca e culminata con un'esplosione di violenza inaudita che ha messo nei guai una baby gang di minorenni, due dei quali sono stati arrestati mentre gli altri due sono stati riaffi- dati ai genitori e ora rischiano una denuncia.

L'episodio è avvenuto intorno alle 11 di ieri (ore italiane) alla stazione di Pisa centrale davanti a decine di passeggeri impauriti. Poco prima, a bordo del treno, i quattro giovanissimi, tutti diciassettenni, tre ragazzi e una ragazza, avevano infastidito una pas- seggera e poi malmenato la capotreno (dimessa poco dopo essere stata medicata al pronto soccorso pisano) intervenuta per difenderla: da qui la richiesta di aiuto al 113 con la polizia salita sul convoglio appena giunto in stazione.

Fatti scendere i quattro ragazzi, due di loro si sono scagliati contro gli agenti con una violenza inusitata e procurando a due poliziotti lesioni piuttosto gravi: uno ha subito la frattura del setto nasale e l'altro quella del ginocchio, più precisamente pi- atto tibiale, che lo ha costretto a subire un intervento chirurgico di urgenza.

I due minori sono stati poi sopraffatti e successivamente arrestati: si tratta di un brasiliano e di un vietnamita, entrambi adottati da piccoli da famiglie italiane e da qualche tempo affidati a una comunità minorile di Pistoia dalla quale si sono allon- tanati eludendo la vigilanza degli operatori. Gli altri due componenti della baby gang sono un lucchese e una coetanea residente a Lucca.

Secondo quanto ricostruito dalla Polfer e dalla squadra Volanti, i quattro minorenni avevano assunto droga, anche se l'esito dell'esame tossicologico si conoscerà solo lunedì, ed erano intenzionati a trascorrere un week end all'insegna dello sballo anche se non è ancora chiaro fino in fondo quale fosse la loro meta.

I due diciassettenni che sono stati affidati ai genitori dopo la violenza degli amici hanno tentato di calmarli e si sono mostrati anche più collaborativi con gli inquirenti, ma rischiano ugualmente una denuncia.

Le accuse sono quelle di violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale - nel caso del capotreno e dei poliziotti -, ma potrebbero esserci anche altre fattispecie tuttora al vaglio dell'autorità giudiziaria. In particolare quella del reato di rapina visto che la capotreno ha detto che durante il caos sul vagone le è stato strappato dalle mani il tablet utilizzato per controllare i biglietti ai passeggeri.


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