Festa del Lavoro: al Concertone parole, slogan e messaggi
- Redazione
- 2 mag 2019
- Tempo di lettura: 1 min

Ambra contro bonus donne, Ilaria Cucchi emoziona, Lauro scatenato
Le parole. Sono state loro le protagoniste del tradizionale Concertone del Primo Maggio a Roma. Quelle dello slogan scelto dagli organizzatori per quest'anno: lavoro, diritti, stato sociale, Europa. Quelle degli artisti sul palco, tra canzoni e messaggi di disobbedienza; quelle di chi ha fatto gli onori di casa, scritte sulle t-shirt per Lodo Guenzi ("meno rovesci, più diritti" e poi "Voglio una nave che salva tutti") e quelle di Ambra che si è scagliata contro il bonus assunzioni per le donne ("lo sgravio è mio e lo gestisco io"), contro le morti sul lavoro ("il lavoro è un diritto, ma la vita lo è ancora di più") e che in risposta alle polemiche dello scorso anno sulla maglia griffata ne ha sfoggiata una con le sigle dei tre sindacati; quelle che hanno emozionato di Ilaria Cucchi, "i diritti umani non sono mai e per nessun motivo sacrificabili", (con indosso la maglietta sulla mia pelle, sulla pelle di tutti, poi passata anche ad Ambra) visibilmente commossa per la piazza che urlava a gran voce il nome di suo fratello Stefano, morto dieci anni fa dopo essere stato arrestato. "Fate attenzione alle parole", avverte profetica Ambra a inizio pomeriggio. E anche la pioggia, che ha funestato a tratti la giornata, alla fine, sul più bello quando sul palco arriva l'unico ospite internazionale Noel Gallagher, deve arrendersi alla festa colorata che rivendica lavoro e diritti per tutti, senza distinzioni di colori o di generi.
















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