Fincantieri e Leonardo si parlino
- Redazione

- 10 set 2018
- Tempo di lettura: 2 min

AEROSPAZIO/IL MINISTRO DELLA DIFESA TRENTA IN PRESSING. PROFUMO: CON NAVAL GROUP SI AMPLIA LA TORTA
CERNOBBIO (Como). La filiera italiana dell'aerospazio, difesa e sicurezza macina 13,5 miliardi di fatturato, dietro soltanto a quella automobilistica, e dal momento che i maggiori gruppi, Finmeccanica e Fincantieri, sono a controllo statale, è bene che si parlino e collaborino. Il governo gialloverde manda un segnale all'industria del settore per voce del ministro della Difesa Elisabetta Trenta, al workshop Ambrosetti, in un confronto dedicato al settore a partire da uno studio commissionato dal gruppo guidato da Alessandro Profumo.Presente ai lavori anche Giampiero Massolo, il presidente dell'azienda della cantieristica navale che ha messo in mano all'Esecutivo, il mese scorso, il progetto per un'intesa nel militare con la francese Naval Group. "La Difesa continuerà ad assicurare il suo supporto all'industria nazionale, in coordinamento con gli altri dicasteri competenti. A tal proposito, ritengo sia fondamentale, nonché costruttivo, che le nostre aziende di Stato dialoghino e parlino in modo collaborativo, poiché solo in questo modo riusciremo a rafforzare ed integrare il sistema Italia nel mondo, vincendo la sfida della competitività e della concorrenza internazionale", afferma Trenta. "Ci sono stati diversi incontri con esponenti del governo. C'è grande capacità di ascolto, stanno cercando di capire come siamo posizionati. A oggi i rapporti sono stati di grande attenzione e ascolto ma non ancora di decisionalità", rileva Profumo interpellato sui suoi rapporti col nuovo esecutivo. "Operando in un settore regolato c'è un fattore decisionale elevato. Io prima di avviare trattative devo avere delle autorizzazioni", rileva l'ex banchiere sottolineando che "ci sono considerazioni da un punto di vista politico su quali paesi si vuole andare ad operare". Riguardo all'impatto per Leonardo di un eventuale accordo di Fincantieri con Naval Group nel militare, "Vediamo in modo positivo questa aggregazione nella misura in cui sarà rivolta ad allargare il mercato a livello internazionale pensando che questo sarà un allargamento della torta e quindi noi potremo avere più spazi di attività", osserva Profumo. Intanto segnali distensivi arrivano anche da Fincantieri, uscita «scottata» nei giorni scorsi dall'acquisto, da parte di Leonardo, di Vitrociset, alla quale l'azienda guidata da Giuseppe Bono puntava. "Non devono sfuggire le sinergie con Leonardo. Riesamineremo la situazione, non abbiamo preclusioni. Agiremo nell'interesse del Paese", dichiara il presidente Massolo.
















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