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Fincantieri-Naval Group/Bono e Guillou: insieme si vince



PARIGI. "Insieme si vince": all'indomani dell'annunciato accordo tra Fincantieri e Naval Group per la creazione di una joint-venture paritaria (50/ 50), con la benedizione dei governi di Italia e Francia, i vertici dei due gruppi, Giuseppe Bono e Hervé Guillou, ribattono alle reticenze di chi ritiene che l'intesa sia meno ambiziosa - e integrata - di quel "campione europeò della difesa navale annunciato in gran cassa un anno fa, in occasione del 34/o vertice bilaterale di Lione, dal presidente Emmanuel Macron e l'allora premier Paolo Gentiloni. Alla domanda se si potesse ancora parlare di un primo passo verso il sospirato 'Airbus dei Mari’ evocato all'epoca, Bono assicura di "si", ma "la nave è un prodotto complesso. Mettere insieme tradizioni, expertise diverse, richiede un confronto continuo: non vogliamo un'operazione a perdere ma un'operazione di successo in Europa e nel mondo". Come dire: per le cose buone ci vuol tempo, Roma e Parigi non si sono costruite in un giorno. Parole in linea con quelle di Guillou. "Non abbiamo cambiato progetto, ma c'è un'espressione francese che dice, 'chaque chose à son temps', ogni cosa a suo tempo. Oggi poniamo le basi su cui costruire un avvenire comune". I due colossi ritengono che l'alleanza rappresenti una grande opportunità per entrambi, aumentando la loro capacità di servire meglio le Marine di Italia e Francia, per acquisire nuovi contratti di esportazione, aumentare la ricerca di finanziamenti e, in definitiva, migliorare la competitività dei comparti navali dei due Paesi. Ad oggi, Naval Group e Fincantieri sono già impegnate in una collaborazione industriale comune per fornire alla Marina francese quattro navi di supporto logistico (LSS), basate sul progetto dell'unità italiana LSS "Vulcano". Parte del lavoro si svolgerà in cantieri italiani, quasi certamente a Castellamare di Stabia. Al Salone Euronaval, la grande kermesse mondiale della difesa navale in corso in questi giorni a Le Bourget, alle porte di Parigi,, Fincantieri e Naval Group disponevano di due stand fiammanti, probabilmente i più grandi e più belli di tutta l'esposizione, piazzati non a caso fianco a fianco, tra tricolori franco-italiani coronati dal vessillo del- l'Unione europea. Alla domanda se gli attriti politici tra Roma e Parigi seguiti alla vittoria dell'alleanza Lega-M5S non avessero raffredato il progetto, Bono minimizza: "L'attività politica dei governi è un'attività al di sopra degli interessi propri delle nostre aziende, ovviamente ne dobbiamo tenere conto (...) Però io vorrei dire che qui si è un pò favoleggiato sulla stampa di remore politiche, di sovranità nazionali, per fortuna che siamo ancora in Europa e spero ancora per molto tempo. Il processo di unificazione, incluso nel campo della difesa navale, è al di sopra di noi". Fincantieri e Naval Group - ha avvertito - "possono vincere insieme o separatamente. Ma se vince Fincantieri vince anche Naval Group e se vince Naval Group vince anche Fincan- tieri". Certo è che la linea francese, quella cioè di un joint-venture di tipo Nissan-Renault, per lo sviluppo di attività condivise che rilancino la competitività sulla concorrenza russa e ci- nese ha prevalso sulla "fusione rapida" auspicata inizialmente dagli italiani. I più scettici, nei corridoi del salone, parlano di "una exit strategy che permette a entrambe le parti di salvare la faccia". Quanto a presunti malumori di Thales, il partner storico di Naval Group che avrebbe storto il naso rispetto all'ultimo patto Fincantieri-Le- onardo, il portavoce, Cédric Leurquin, si limita a rispondere: "Thales è favorevole e sostiene tutto ciò che puà consentire a Naval Group di migliorare la competitività e l'eccellenza tecnologica europea".


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