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Fisco/Dopo il caso Apple l’Ue rilancia l’imponibile

  • 8 set 2016
  • Tempo di lettura: 2 min


BRUXELLES. Dopo la controversa decisione, senza precedenti, di far pagare alla Apple le tasse eluse in Irlanda, per Bruxelles è arrivato il momento di rilanciare una proposta che potrebbe mettere fine alla corsa delle multinazionali verso i Paesi più vantaggiosi. Creando una base imponibile comune, e trovando una formula per tassare allo stesso modo i profitti delle aziende in tutti gli Stati, la Commissione spera di portare equità nel sistema fiscale europeo oggi troppo frammentato, con differenze non solo nelle aliquote ma anche nei trattamenti dei profitti. Un sistema che spiana la strada alle imprese che vogliono approfittarne. La proposta per creare una base imponibile comune (Com- mon consolidated corporate tax base o CCCTB) era nata già nel 2011, e da allora è rimasta ferma nel Consiglio Ecofin, che non ha mai voluto affrontare una questione così sensibile. Certamente hanno pesato gli interessi di Paesi come l'Irlanda, da sempre determinata a difendere il proprio regime fiscale allettante per le imprese. Ma ora il clima è cambiato. Con la decisione su Google, la Commissione ha fatto capire anche a Dublino che la sua politica non è più tollerabile, e che altri 'regali’ simili alle imprese saranno giudicati contrari alle norme Ue sugli aiuti di stato, quin- di punibili direttamente da Bruxelles, senza passare dagli Stati. Questo potrebbe spingere anche gli Stati più refrattari - è l'auspicio della Commissione - a puntare verso una legislazione comune che armonizzi il sistema ma lasciando un certo margine di manovra, almeno sulle aliquote, ai Paesi mem- bri. La proposta che la Com- missione presenterà tra fine ottobre e metà novembre va proprio in questa direzione, seguendo un approccio graduale, in due fasi: nella prima si troverà una definizione comune di 'profitti tassabili’, e nella seconda si stabilirà una formula per tassarli in modo equo nei diversi Stati Ue. La formula terrà conto della grandezza dell'azienda multinazionale, del numero di lavoratori, del tipo di atti- vità delle filiali e di altre specificità. Tassazione delle imprese e lotta all'evasione saranno anche i temi affrontati dall'Ecofin informale in programma venerdì e sabato a Bratislava. Con la crescita economica che rallenta, i ministri discuteranno di come assicurare certezza alle imprese, affinché non vengano scoraggiate dall'investire in Europa.n"L'Europa non può far cassa con l'austerità, facciamo pagare le tasse alle mul- tinazionali. Apple è solo il primo caso, le grandi aziende hanno tutti i vantaggi del mercato unico ma non vogliono pagare per accedervi, questa situazione deve finire", ha detto Daniele Viotti, eurodeputato Pd e membro della commissione bilancio e della commissione d'indagine sui Panama Papers.


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