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Fisco/L’Imu ridisegna il catasto



Boom di case senza reddito. Meno ville e castelli. Ma con l’aumento di immobili sale anche la rendita

ROMA. Sono quasi 75 milioni gli immobili registrati al catasto italiano a fine 2017, lo 0,8 per cento in più del 2016, ovvero pari a circa 548 mila unità. La rendita catastale è salita a 37,3 miliardi di euro, in aumento dello 0,4 per cento dopo un calo dell'1,1 per cento registrato due anni fa, per la maggior parte (61%) relativa ad immobili di singoli proprietari. Proprio per loro però pa- gare o meno l'Imu sulla prima casa può fare la differen- za. E così, ancora una volta, dalle statistiche del catasto dell'Agenzia delle Entrate, emerge come il patrimonio immobiliare italiano sia in movimento, sempre più spostato verso le categorie di abitazioni o in generale immo- bili su cui l'imposta sulla prima casa non si paga, a scapito di quelle, tendenzialmente di lusso, su cui inve- ce tocca pagare le tasse. Secondo le ultime statisti- che catastali, dopo l'aumento già registrato nel 2016, lo scorso anno sono non a caso cresciuti del 3,2% gli immobili "non idonei a produrre reddito" e quindi non soggetti ad alcuna tassa. Nella classificazione, di cui fanno parte anche le unità in costruzione o i terrazzi, rientrano anche le case crollate con le scosse di terremoto del Centro-Italia, ma non va sottovalutato il fenome-

no di coloro che, tagliato gas e luce, abbandonano l'immobile ad un destino da rudere. Proprio puntando su questa interpretazione, Confedilizia evidenzia come dal 2011, cioè nel periodo pre Imu, ad oggi il numero degli immobili abbandonati al degrado sia quasi raddoppiato, passando da 278 mila a 520 mila unità, con un bal- zo dell'87 per cento. "Si tratta di immobili per i quali i proprietari non sono in grado di far fronte alle spese di mantenimento e alla abnorme tassazione patrimoniale IMU-TASI - denuncia il presidente dell'associazione Giorgio Spaziani Testa - e che raggiungono condizioni di fatiscenza per il semplice trascorrere del tempo o, addirittura, a causa di atti concreti dei proprietari, che mirano così a liberarsi almeno degli oneri che comportano". Per le abitazioni l'aumento è stato invece dello 0,3 per cento, un dato spinto dai villini, anch'essi non soggetti all'Imu prima casa e in aumento dell'1 per cento e dalle abitazioni e gli alloggi tipici dei luoghi (+2,2%). A diminuire, anche qui non certo casualmente, sono invece le categorie su cui l'imposta municipale di paga: le abitazioni signorili (- 1,6%), le ville (-0,7%), i ca- stelli e i palazzi di pregio (- 0,8%).


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