Flop Apple, Borse in rosso
- Redazione

- 4 gen 2019
- Tempo di lettura: 2 min
L’A.D. TIM COOK: PESA LA DECELERAZIONE ECONOMICA, SOPRATTUTTO IN CINA

NEW YORK. Apple taglia le stime sui ricavi per la prima volta in 16 anni e crolla in Borsa, arrivando a perdere il 9,96% e a bruciare 446 miliardi di dollari dal picco del 3 ottobre scorso, ovvero più del valore dell’intera Facebook. Wall Street procede negativa con Apple e attende il dato sulla disoccupazione americana atteso venerdì.
Cupertino spiega la revisione con il rallentamento dell’economia cinese, penalizzata anche dalla guerra dei dazi di Donald Trump, e la debole domanda di iPhone nel paese.
Cupertino spiega la revisione con il rallentamento dell’economia cinese, penalizzata anche dalla guerra dei dazi di Donald Trump, e la debole domanda di iPhone nel paese.
Il tonfo di Apple a Wall Street affonda le piazze finanziarie mondiali:dal Giappone all’Europa sono tutte in rosso, con Milano che tiene contenendo le perdite allo0,61%(ma lo spread sale a270 punti)mentre Parigi perde l’1,6% e Francoforte l’1,55%.
L’annuncio a sorpresa di Apple arriva come un’ulteriore conferma dei peggiori timori degli investitori: il taglio delle stime di Cupertino certifica la frenata del Dragone cinese che risente delle tensioni commerciali con gli Stati Uniti e lascia intravedere un effetto a macchia d’olio sia sulle aziende sia sull’economia globale.
Lo ammette anche la Casa Bianca con Kevin Hassett, il presidente del consiglio degli advisor economici. ‘’Non sarà solo Apple. Molte altre aziende americane che realizzano vendite in Cina’’ saranno costrette e rivedere al ribasso le loro stime ‘’almeno fino a quando non
avremo un accordo commerciale con la Cina’’ dice Hassett in un’intervista alla Cnn.
L’amministratore delegatodel colosso cinese Baidu, Robin Li, ricorre alla metafora dell’’’inverno che arriva’’ per descrivere la ‘gelata’dell’economia cinese.
‘’Avevamo anticipato alcune difficoltà su mercati emergenti chiave,ma non avevamo previsto la portata della decelerazione chiuso il 29 dicembre. Si tratta di una cifra decisamente inferiore ai 91miliardi di dollari attesi dagli analisti e ai 89-93miliardi stimati da Cupertino solo 60 giorni fa.
‘’Avevamo anticipato alcune difficoltà su mercati emergenti chiave, ma non avevamo previsto la portata della decelerazione economica, soprattutto in Cina’’ spiega l’amministratore delegato di Apple, Tim Cook. La Cina rappresenta circa il 15%dei ricavi di Cupertino.
L’annuncio shock innesca una serie di downgrade diApple, con molti analisti che rivedono al ribasso il prezzo di riferimento. Goldman Sachs si spinge anche oltre:non escludendo la possibilità di una revisione al ribasso delle stime per l’intero esercizio fiscale 2019, paragona Apple a Nokia.
Cupertino, così come l’ex colosso dei cellulari, è fortemente dipendente dagli upgrade dei suoi dispositivi e più l’economia rallenta meno i consumatori sono disponibili a cambiare il loro smartphone per un modello nuovo fiammante. Toni Sacconaghi, uno dei principali analisti che segue Apple, spiega come a suo avviso Cupertino è rimasta indietro nella ricerca e nello sviluppo e nelle acquisizioni, oltre a non aver considerato la possibilità di un prezzo troppo alto per l’iPhone e non aver ammesso che il mercato degli smartphone si è contratto per la prima volta nel 2018.
Con la revisione,Apple torna alla ‘realtà’ dopo essere stata considerata per anni l’esempio da seguire ed essersi affermata come la prima a sfondare quota 1.000 miliardi di dollari di valore.
















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