Fmi/Rivedere il Patto di Stabilità Ue. Alto il debito dell’Italia
- 31 gen 2017
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L’Europa studi sanzioni graduali. Roma crei “cusci- netti” per i cont
NEW YORK. Il Patto di Stabilità e crescita non ha prevenuto il ''deterioramento'' dei conti pubblici dei paesi di Eurolandia. E va rivisto includendo un sistema di incentivi che preveda benefici chiari per chi lo rispetta e ''graduali e proporzionali sanzioni'' per chi non lo fa. Nell'analizzare le politiche fiscali dell'area euro, il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) si sofferma anche sul caso Italia, ''tipico esempio di un paese con un elevato rapporto fra Pil e debito pubblico''. 2014 Il Belpaese ''è una nazione che ha poco o nessuno spazio fiscale''. E la sua ''principale sfida è la ricomposizione di 'cuscinetti' di bilancio al fine di perseguire una politica fiscale ben ancorata in una strategia di medio termine'' afferma il Fmi, notando comunque come il fenomeno di un debito elevato non riguarda solo l'Italia.Il debito pubblico dell'area euro è infatti salito da una media sotto al 60% del Pil agli inizi degli anni 1990 a oltre il 90% nel 2015, con un aumento più "pronunciato nel 2009 e nel 2010, al picco della crisi". Partendo dal presupposto che la politica di bilancio è di responsabilità nazionale dei singoli paesi, il Fmi invita le autorità europee a continuare gli sforzi di riforma del Patto di Stabilità. Nonostante i progressi è necessario andare avanti, spiega ilFmi. Il Patto si è tradotto in "incentivi distorti", creando fra l'altro l'impressione che i paesi più grandi possano scampare alle regole, facendo ricadere la loro scure solo sui più piccoli. E non è stato in grado di prevenire un deterioramento dei conti pubblici dei paesi membri con il tetto sul 3% di deficit superato dal 75% dell'areaeuro durante i primi 16 anni dell'unione monetaria. Nel working paper «Fiscal Politics in the euro area», gli esperti del Fmi esaminano l'attuale stato delle cose nell'area euro rinvenendo anche prove sul fatto che l'austerity abbia creato problemi alla crescita durante la crisi, con i governi che hanno stretto la cinghia aumentando le tasse "distorsive". Da qui l'esigenza di chiarire e migliorare il Patto di Stabilità. ''Le sfide di bilancio che Eurolandia si trova ad affrontare affondano le radici in incentivi politici distorti, a livello nazionale e sovranazionale'' mette in evidenza il Fmi. 'E' possibile e auspicabile avere un sistema più forte di incentivi, incluse graduali e proporzionate sanzioni e benefici per chi rispetta. L'unione fiscale, se ci sarà, sarà uno degli aspetti di un'architettura che accompagnerà le unioni bancarie e dei mercati dei capitali''.
















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