Ford decide di testimoniare
- Redazione

- 24 set 2018
- Tempo di lettura: 2 min

CORTE SUPREMA/L’ACCUSATRICE DI KAVANAUGH SARÀ ASCOLTATA GIOVEDÌ AL SENATO
NEW YORK. L’accusatrice del giudice scelto da Donald Trump per la Corte Suprema esce alla scoperto: dopo giorni di scontro a distanza, i legali di Christine Ford hanno raggiunto un accordo per una testimonianza della donna alla commissione giustizia del Senato giovedì prossimo. Dell’intesa non si conoscono ancora molti dettagli, fra i quali chi porrà le domande a Ford. L’obiettivo è evitare il ripetersi della ‘debacle’ del 1991 con Anita Hill, la professoressa dell’Oklahoma che 27 anni fa accusò di molestie sessuali il giudice designato alla Corte Suprema Clarence Thomas. Durante le audizioni per la conferma di Thomas, la Hill fu assoggettata a un interrogatorio degradante e attacchi personali, usata come merce di scambio politico mentre uno dopo l’altro i senatori della commissione giustizia fecero il possibile per umiliarla. I tempi da allora sono indubbiamente cambiati: con Donald Trump alla Casa Bianca e #MeToo, il movimento delle donne si è rilanciato e vede ora nella conferma di Brett Kavanaugh il vero importante test. Kavanaugh e Ford non hanno solo diviso il Congresso americano ampliando la spaccatura fra democratici e repubblicano: hanno anche spaccato l’America, con il 50% degli americani ora contrari alla conferma del giudice voluto da Trump a fronte di un 40% che e’ favore. A essere contrarie alla conferma sono soprattutto le donne, per le quali Ford rappresenta l’ultima ‘eroina’ del #MeToo. Per il partito repubblicano, che aveva visto in Kavanaugh l’opportunità per riagguantare le elezioni di medio termine, che lo vedono in calo, l’audizione di giovedì alle 10.00 del mattino presenta molti rischi. Per Ford è la chance di una vita, l’occasione per lasciarsi alle spalle l’incubo che l’ha accompagnata per decenni, ovvero l’aggressione sessuale da parte di Kavanaugh ai tempi del liceo. Un incidente di cui non ha parlato per decenni, confessandolo solo al marito e alla sua psicologa. Non appena venuta a conoscenza della nomina di Kavanaugh ‘’ha detto di non poter vivere in questo paese’’, ha valutato altre opzioni come la Nuova Zelanda, afferma il Russell Ford, il marito di Ford. Professoressa e madre di due bambini, la donna da quando è uscita allo scoperto è stata travolta da minacce di morte tanto da essere costretta a incontrare l’Fbi e valutare di proteggere la sua famiglia. Ford e Kavanuagh si sono incontrati nell’area di Washington, fra i ‘privilegiati’ delle scuole private. Poi la presunta aggressione sessuale che l’ha cambiata: da ragazza solare e amichevole, si è chiusa in se stessa fino a ritrovare la vita dopo il liceo con il trasferimento in California, dove grazie al surf e dopo l’università si è affermata per i suoi studi e le sue ricerche sulla depressione, l’ansia e la resistenza ai traumi. Ora gli anni dell’incubo tornano con tutta la loro forza e Ford si prepara a presentarsi in Senato e a sottoporsi all’interrogatorio e alle critiche, da cui finora non è stata risparmiata. Deve spiegare perchè è stata in silenzio per tutti questi anni e perchè almeno quattro testimoni non ricordano il party ‘incriminato’, durante il quale Kavanuagh l’avrebbe assalita. Ford per l’audizione torna nella città da cui è fuggita per sfidare un sistema politico - e secondo molti la Casa Bianca - e Kavanaugh, consapevole di quanto sia alta posta in gioco.
















Commenti