Francia, presidenziali dei sospetti
- 14 mar 2017
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VERSO L’ELISEO/TUTTI I CANDIDATI NELL’OCCHIO DEL CICLONE: DA FILLON A MACRON, DA LE PEN A HAMON
PARIGI. Rilancio dell'economia senza troppi sacrifici, controllo dell'immigrazione, tagli alle tasse, alle pensioni, al pubblico impiego: Francois Fillon spiega il suo programma a una platea di giornalisti, ma tutti scrutano il suo abito blu scuro, si chiedono chi glielo abbia pagato e perché. Sono le presidenziali francesi 2017, tutte conti in tasca ai candidati e poca sostanza. C'è soltanto Marine Le Pen ad andare avanti incurante delle inchieste a suo carico, delle convocazioni davanti ai giudici (alle quali ha deciso di non rispondere). Anche il suo elettorato sembra essere insensibile al sospetto che abbia fatto pagare dal Parlamento europeo i suoi assistenti a Strasburgo che la- voravano invece in Francia, per lei e per il Front National. L'ultimo sondaggio la dà addirittura in ascesa di mezzo punto, al 26,5%, davanti ad Emmanuel Macron con il 25 e allo staccatissimo Fillon con il 19. Per il leader della destra Republicain le rivelazioni a catena sul Penelopegate si sono tramutate in un macigno che lo ha tirato giù nei sondaggi dove primeggiava. Lo stillicidio non si arresta, domenica è stata la volta di "abitogate", i vestiti di sartoria pagati da un ignoto "amico", quasi 50.000 euro in omaggio dal 2012, 13.500 soltanto il mese scorso per due completi. "Un amico mi ha regalato degli abiti, e allora?", ha risposto in un'intervista il candidato della destra. Ieri si è lamentato, durante la conferenza stampa sul programma, dell'interesse a suo dire eccezionale per la sua vita privata. Ma anche all'interno del suo partito in molti si chiedono come mai Fillon abbia potuto accettare in campagna elettorale doni del genere quando il regolamento parlamentare fissa a 150 euro il limite massimo del valore dei regali accettabili per i deputati. Macron è invece sotto la lente d'ingrandimento soprattutto per il suo patrimonio. Sembra ci siano incongruenze fra quanto dichiarato e quanto effettivamente l'ex banchiere, ex consigliere del presidente Francois Hollande ed ex ministro possieda davvero. Tanto che questa era un'associazione anticorruzione (Anticor) ha chiesto all'Autho-rity per la trasparenza dei politici di il verificare la dichiarazione patrimonia- candile del candidato di "En Marche!". Il dadto quale, ha già messo le mani avanti:dichiara 200.000 euro di patrimonio e afferma che nel 2012, quando entrò al governo dopo aver lasciato la banca is d'affari Rotschild, "non guadagnava il sufficiente per pagare le tasse". In più, sostiene di essere andato basso, avanti in campagna elettorale grazie alle donazioni di 30.000 persone. Ma che adesso ha chiesto un "prestito Mark personale di 8 milioni di euro" a una . banca per poter "competere sul serio" con gli altri.
















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