FRANCIA/PRESIDENZIALI, NOTE NEGATIVE PER TUTTI NEL PRIMO DUELLO TV. PER HOLLANDE LIBRO-BOOMERANG
- 15 ott 2016
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PARIGI. Chi dovrà fronteggiare Marine Le Pen al ballottaggio delle presidenziali? Mancano più di 6 mesi alla scadenza, ma né destra né sinistra riescono a convincere, meno che mai ad appassionare i francesi.
Giovedì sera, primo dibattito televisivo fra i sette candidati di centro e destra alle primarie, senza sussulti, rarissimi i momenti da ricordare su 2 ore piuttosto noiose.
E Hollande, che pensava di tornare in gara con il libro dei due giornalisti di Le Monde su di lui, ha lanciato l'ennesimo boomerang del suo mandato: da destra a sinistra, fino alla Trierweiler, ha fatto arrabbiare tutti. E ai giudici ha dovuto chiedere anche scusa.
I 7 aspiranti candidati di Republicains e centro non hanno lasciato il segno, anche se l'audience televisiva è stata buona (5,6 milioni, ma trasmetteva TF1, la tv di punta). Alain Juppé, che i sondaggi danno favorito nel suo campo e che sembra aver staccato definitivamente Nicolas Sarkozy, ha confermato la tranquillità del leader.
Un leader datato anagraficamente (71 anni) e politicamente, avendo fatto il primo ministro a metà anni Novanta con Chirac ed essendo dallo stesso suo presi- dente rimosso con lo scioglimento delle Camere per manifesta impopolarità. Senza parlare del suo passato (14 mesi di condanna con la condizionale per gli impieghi fittizi al Comune di Parigi, e un anno di ineleggibilità) che lo ha costretto giovedì sera a una difesa di maniera: "Nessuno ha maidimostrato che io abbia agito per arricchimento personale". Su questo punto, persi- no il nervosissimo Sarkozy ha avuto la meglio: "In 37 anni di politica - ha detto l'ex presidente, che non era a suo agio ed è stato polemico con i colleghi, soprattutto l'ex braccio destro Jean- Francois Copé - mai avuta una condanna. Il mio casellario giudiziario è vergine". Se a destra manca entusiasmo, a sinistra sembra che la parabola discendente di Francois Hollande non debba mai fermarsi. Ieri è stato costretto a chiedere scusa ai magistrati dopo averli accusati di "vigliaccheria" nel libro che riporta interviste con lui durante i 5 anni di mandato all'Eliseo. Prima si erano risentiti nell'ordine i calciatori (accusati di avere "poco cervello"), i sindacati per le sue affermazioni sulla legge El Khomri che riforma il lavoro, ieri addirittura Claude Bartolone, suo compagno di partito e presidente dell'Assemblée Nationale: "Hollande si è spinto troppo in là". Al confronto, il siluro della ex, Valerie Trierweiler, che ha ritwittato tutto il loro scambio sui poveri definiti "sdentati" dal presidente - che aveva negato in passato di averlo mai detto per poi ammetterlo nel libro - è sembrata una bagatella in famiglia. Di fronte a questo panorama, Emmanuel Macron, 38 anni, ministro dell'Economia uscito dal governo per poter guidare il suo movimento, "En marche", ancora non decide. Fa sapere di aspettare l'inverno, "dicembre o gennaio". Il tempo, sono convinti nel suo entourage, sembra lavorare per lui.
















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