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Fuori Calabresi, ecco Verdelli

REPUBBLICA/L’EX DIRETTORE: “LASCIO UN GIORNALE CON UN’IDENTITÀ RITROVATA


di Michele Cassano


ROMA. Finisce dopo tre anni la direzione di Mario Calabresi a La Repubblica. Al suo posto il presidente del Gruppo Gedi, Marco De Benedetti, proporrà oggi in consiglio di amministrazio- ne la nomina di Carlo Verdelli. “Dopo tre anni finisce la mia direzione di Repubblica. Lo hanno deciso gli editori - scrive Calabresi su Twitter -. Ho l’orgoglio di lasciare un giornale che ha ritrovato un’identità e ha un’idea chiara del mondo. I lettori lo hanno capito, la discesa delle copie si è dimezzata: era al 14 ora è sotto il 7. Grazie a chi ci ha sostenuto nella battaglia per una stampa libera e non ipnotizzata dalla propaganda dei nuovi potenti. Abbiamo innovato tanto sulla carta e sul digitale e i conti sono in ordine”. L’avventura al quotidiano romano di Calabresi, che compirà 49 anni il 17 febbraio, era iniziata il 15 gennaio 2016 quando il giornalista lasciò a Maurizio Molinari la guida de La Stampa per prendere il posto di Ezio Mauro. In questi tre anni ha spinto molto sul digitale, con il lancio di nuovi prodotti dedicati e l’unificazione della produzione tra carta e web. Sotto la sua direzione anche il lancio di Robinson, il settimanale culturale della domenica di Repubblica. Nel novembre del 2017 il rinnovamento del giornale con un nuovo carattere, chiamato Eugenio in onore del fondatore, una nuova impaginazione e nuovi contenuti. “Un giornale che sa scegliere - disse allapresentazione Calabresi - e che in un paese in cui sembra prevalere il populismo sa approfondire e analizzare i temi”.Risale a un anno fa il botta e risposta con Carlo De Benedetti, fondatore e storico editore del quotidiano, che dopo aver attaccato Eugenio Scalfari, criticò Calabresi per non aver dato un’identità al quotidiano e per l’assenza di coraggio. Una presa di posizione alla quale Calabresi reagì con un editoriale nel quale ricor- dò che Repubblica aveva saputo “aggiornare le sue posizioni in un momento di radicale cambiamento non solo del Paese ma anche dell’area culturale che questo giornale ha sempre rappresentato e interpretato”. Tre anni caratterizzati da una forte polemica con il leader della Lega Matteo Salvini e con il Movimento 5 Stelle. L’ultimo e più acceso capitolo nell’ottobre dello scorso anno quando il vicepremier Luigi Di Maio attaccò il quotidiano e il blog delle Stelle parlò di “un giornale di regime, indifendibile”, scatenando una forte presa di posizione di tutta la categoria in difesa di Repubblica e spinse Calabresi a pubblicare un editoriale, nel quale scrisse: “Non abbiamo paura, raccontiamo la verità. I nuovi potenti sono ossessionati dal nostro lavoro”. Da oggi prenderà il via l’era di Carlo Verdelli. Nato a Milano, classe 1957, Verdelli ha iniziato la carriera a Epoca. Poi una lunga fase a Il Corriere, prima come direttore di Sette, quindi vice-direttore del quotidiano e infine direttore sviluppo e nuove iniziative dei quotidiani Rcs. Da gennaio 2004 a gennaio 2006 è stato direttore di ‘Vanity Fair’. Nel 2006 è stato scelto come direttore della Gazzetta dello Sport. Ha lasciato a febbraio 2010 per tornare in Condé Nast come vice presidente esecutivo, dove è rimasto per due anni. Dal gennaio 2013 al novembre 2015 ha collaborato con La Repubblica di Ezio Mauro. Dal 2015 all’inizio del 2017, Verdelli è stato direttore editoriale della Rai, per poi dimettersi dopo la bocciatura da parte del consiglio d’amministrazione del suo Piano di riforma per l’informazione.

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