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Fuori pista senza ritorno

  • 5 feb 2018
  • Tempo di lettura: 3 min


TRE INCIDENTI TRAGICI SULLE MONTAGNE ITALIANE. CADE ANCHE BIMBO DA SEGGIOVIA

L'AQUILA. Giornata nera sulle montagne italiane. A Campo Felice, sull'Appennino abruzzese, due sciatori romani sono morti travolti da una slavina durante un fuori pista; salvo, ma in ospedale a L'Aquila, un terzo amico. In Friuli una slavina si è abbattuta su un gruppo di sportivi, anche loro impegnati in un fuori pista, sul Monte Lussari: uno è ricoverato in gravi condizioni, illesi gli altri. In prognosi riservata, poi, un 48enne travolto da una valanga durante un'escursione sci-alpinistica sulle Orobie, a Teglio (Sondrio). E in ospedale, ad Aosta, anche un bambino di 5 anni, caduto da una seggiovia degli impianti sciistici di La Thuile. La stupenda giornata di sole di ieri a Campo Felice era stata preceduta, questa notte, da una bufera con abbondante nevicata; nella stazione sciistica dell'Appennino, nel comprensorio del Sirente Velino, frequentata soprattutto da sportivi romani, erano arrivati, come facevano spesso, anche Massimo Urbani e Massimo Franzè, 57 e 55 anni, esperti sciatori, insieme ad Americo Guerrazzi, loro amico 59enne. Campo Felice è al centro di una vasta conchiglia fatta con i bordi di cinque montagne. Gli impianti ieri sono stati presi d'assalto, tanto che su alcune strade ci sono stati rallentamenti del traffico, ma i tre amici erano arrivati di buon'ora. Forse la troppa confidenza con la montagna li ha spinti a tentare il fuori pista nella località nota come Anfiteatro, e lì il manto troppo fresco, circa 4 metri di neve accumulatisi nella notte su uno strato ghiacciato e compatto - uno dei fattori che aumenta il rischio di slavine - li ha traditi: il blocco staccatosi in quota ha travolto Urbani e Franzè scagliandoli contro gli alberi del boschetto sottostante, il terzo sciatore è rimasto semisepolto dalla neve e ha potuto chiamare i soccorsi. Sul posto sono arrivati l'elicottero del 118 con il medico e i tecnici del Soccorso Alpino (Cnsas), il soccorso alpino della Guardia di Finanza e i Carabinieri. Subito recuperato e trasferito in codice rosso all'ospedale aquilano con politrauma, Guerrazzi è ora ricoverato, ma le sue condizioni non destano preoccupazioni. Nulla da fare, purtroppo, per gli altri due, trovati ormai senza vita dai soccorritori che hanno scavato rapidamente con l'ausilio di un'unità cinofila. "Erano nostri amici, e clienti storici. I primi ad arrivare la mattina, gente esperta, che conosce la stazione meglio di noi - commenta Luca Lallini, amministratore delegato degli impianti - Oggi c'erano seimila persone, per tranquillità abbiamo chiuso due piste vista la nevicata di ieri e stanotte. Più che vietare l'accesso installando recinzioni e mettere cartelli, non possiamo mica sparare alla gente". "Sciatori esperti - dice il direttore della stazione invernale di Campo Felice, Gennaro Di Stefano, anche sindaco di Rocca di Cambio - che però, per una eccessiva sicurezza e confidenza, hanno scelto di fare una cosa molto pericolosa". Si è salvato per un caso un altro amico dei tre sciatori travolti, Massimo D'Azzena, medico di Roma, che frequenta assiduamente Campo Felice: "È un puro caso che io sia vivo. Dovevo essere con loro ma stamattina quando sono arrivato l'impianto era ancora chiuso e non ho agganciato i miei amici". All'ospedale di Udine è in gravi condizioni, in stato di ipotermia, un 44enne travolto da una valanga sul Monte Lussari a Camoporosso (Udine) mentre faceva freeriding con altri sciatori fuori pista a circa 1.600 metri. Gravissimo, nonostante la breve permanenza sotto il manto di neve, anche lo sci alpinista che sulle Alpi Orobie, in Lombardia, è stato travolto da una valanga. Altro incidente a La Thuile, in Val d'Aosta, dove un bambino di 5 anni è caduto dalla seggiovia Maison Blanche mentre era con il padre e altri due bimbi; ora è ricoverato all'ospedale Parini di Aosta. Intanto l'allerta meteo della Protezio- ne civile parla di nevicate oltre i 200-400 metri in Liguria dalla tarda serata di ieri . Dalle prime ore di oggi coinvolto anche il Piemonte e, al di sopra dei 300-500 metri e la Lombardia.


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