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Garantire i diritti umani



MIGRANTI/L’ITALIA VUOLE GESTIRE I CAMPI IN LIBIA CON L’AIUTO DELLE ONG

TRIPOLI. L’Italia vuole “gestire i campi di detenzione” dei migranti in Libia, attraverso le Ong, per migliorarne le condizioni umanitarie drammatiche. Dopo aver interrotto la pressione migratoria con l’accordo con le autorità libiche, ora il governo italiano intende intervenire sul rispetto dei diritti umani di quanti vengono trattenuti in Libia, subendo abusi e torture di ogni genere, come denunciato da più parti, confermato dal rapporto di Medici Senza Frontiere e ribadito dall’Alto Commissario Onu per i diritti umani Zeid Ra’ad al-Hussein. In quest’ottica, secondo il ministro della Difesa Roberta Pinotti, “la presenza della Ong sarebbe una garanzia”. Ed il collega Marco Minniti incontrerà le

Ong italiane per lavorare ad un’iniziativa comune. Il piano è stato presentato dal viceministro degli Esteri, Mario Giro, alle Ong che in parte lavorano già in Libia, soprattutto “negli ospedali e nella protezione dell’infanzia”.

Si tratta ora “di fornire aiuti prima dall’esterno dei campi, con cibo, beni di prima necessità, kit medici, coperte, materassi e letti. Per poi, piano piano, met- tere un piede nella porta, fino ad arrivare a gestirli”, ha spiegato Giro all’Ansa.

Il progetto dovrebbe cominciare a Tripoli, per “poi allargarsi” ad altre parti della Libia. Per farlo l’Agenzia per la Cooperazione allo sviluppo ha stanziato 6 milioni di euro che saranno messi a bando “a brevissimo, entro settembre”.

Dal 10 settembre inoltre sarà inviato a Tripoli un responsabile dell’ufficio regionale di Tunisi dell’Agenzia. Nelle intenzioni italiane infatti, l’iniziativa dovrà partire il prima possibile. “Temo che per vedere campi gestiti dall’Unhcr dovremo aspettare anni”, ha detto Giro. Ma “ci sono due condizioni”, ha precisato ancora il viceministro.

E cioè: “Che sia garantita la sicurezza e che le autorità libiche concedano i permessi”. In questo senso “è in corso un negoziato” e “c’è già una certa disponibilità”. Altri 3 milioni di euro, ha aggiunto Giro, saranno destinati a un progetto speciale che riguarda le municipalità locali: “Non lavoreremo solo per i migranti, ma vogliamo lavorare anche per i libici, attraverso i comuni, per ricostruire un mini- mo di vita civile sul territorio, con strutture sanitarie, scuole e sistemi di nettezza urbana”.

Proprio per rafforzare il fronte della sicurezza, il nuovo capo delle operazioni di mantenimento della pace dell’ONU Jean-Pierre Lacroix ha affermato che l’Onu vuole inviare 150 soldati nepalesi in Libia, nel quadro dei preparativi per il ritorno della missione Onu a Tripoli. Per farlo c’è bisogno di protezione e per questo è previsto l’invio di personale militare Onu proveniente dal Nepal, ha aggiunto. Il ministro Pinotti ha definito “molto importante” il lavoro del collega Giro “perché la preoccupazione per i diritti umani è ai primi posti dell’agenda di governo”. In Libia, ha aggiunto, l’Italia vuole lavorare con Onu e Unhcr, “ma nel frattempo la presenza delle Ong sarebbe una garanzia”. Mentre Minniti ha reso noto che la settimana prossima incontrerà, con la Farnesina, le Ong italiane per “ragionare con loro con l’obiettivo di costruire un’iniziativa direttamente in Libia”.

Nonostante le frizioni estive tra il governo e le Ong che operavano salvataggi in mare, la proposta di Giro sembra essere stata “accolta bene”.


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