Gemme, ricostruzione sprint
- Redazione

- 30 set 2018
- Tempo di lettura: 2 min
PONTE DI GENOVA/IL NEO COMMISSARIO PRONTO A FORMARE LA SUA SQUADRA. TOTI: NON SARÀ FACILE

GENOVA. Una squadra, subito. Poi impegno. E velocità nelle decisioni e nell'esecuzione. Intanto, le dimissioni di Claudio Gemme, 71 anni, ex Finmeccanica e ex Ansaldo, oggi presidente di Fincantieri Sistemi integrati, sono già sul tavolo dell'azienda in attesa che, magari tra una decina di giorni, venga perfezionato l'incarico di Commissario straordinario per la ricostruzione di Ponte Morandi.
Un incarico per il quale Gemme ha già dato la disponibilità e che lo vede pronto a partire con le idee molto chiare. Per prima cosa, anche se 8 mesi gli sembrano "un po’ pochi" promette velocità di esecuzione. "Il decreto l'ho letto e riletto, potrò esprimermi solo quando entrerò nel dossier e cercherò di capire quali sono i processi migliori per semplificare le attività. Dobbiamo fare un per- corso veloce", ha detto ieri sottolineando comunque che adesso non può "prevedere tempi". Certo è che ha già ben chiare le cose da fare: "la prima cosa è una buona squadra - ha detto ancora -, un team di persone che andranno selezionate adeguatamente", una scelta che "spetterà al sottoscritto e alle com- ponenti del governo. Poi bisognerà esaminare il progetto e vedere quale sarà la costruzione più opportuna e poi appianare le opere. Questa sarà la sequenza. Delicato è anche il tema della demolizione, ma non ho esaminato ancora questo dossier. Quel tema che andrà esaminato per capire come agire".
Per quanto riguarda la possibile attribuzione delle opere a Fincantieri, anche in questo caso Gemme ha le idee chiare: "Fincantieri ha competenze, capacità e grande valore storico. Penso che potrebbe sicuramente fare il lavoro. Sono abituato a esaminare un progetto e vedere se all'interno ci sono competenze adeguate per effettuarlo. Il tema vero è la valutazione del tipo di realizzazione che bisogna fare".
Il nome di Gemme piace al governatore Giovanni Toti: "è un segnale di attenzione alla città" ma, ammonisce, "non avrà vita facile". Sul fronte giudiziario, ieri interrogatorio di Bruno Santoro, il dirigente della Divisione 1 della Direzione generale del Mit che ha risposto al pm: "Sono molto provato da tut- ta questa vicenda anche perché io con il progetto di retrofitting non c'entro nulla. Sono arrivato alla Divisione 1 il 23 marzo 2018, quando ormai l'iter di approvazione era già concluso. Il progetto non è mai passato dalla Divisione 1 - ha detto -. L'ho visto solo quando sono stato nominato in commissione speciale".
















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