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Generali, corrono gli utili nel 2016

  • 17 mar 2017
  • Tempo di lettura: 2 min


LA COMPAGNIA DEL LEONE ACCELERA SUL TAGLIO DEI COSTI E NON VEDE RISCHIO DI SCALATA. DOPO INTESA STRATEGIA IMMUTATA

MILANO. Generali chiude l'anno con utili per 2,1 miliardi (+2,5%), risultati operativi record a 4,8 miliardi (+0,9%), e aumenta i dividendi dell'11,1% a 0,80 euro restando al "passo giusto" sul target per i 5 miliardi di cedole al 2018. La compagnia del Leone alato anticipa di un anno al 2018 l'obiettivo di riduzione dei costi per 200 milioni sui mercati maturi. L'indicazione galvanizza la Borsa, assieme a quella sulla solidità (l'Economic solvency ratio al 194% si at- testa nella parte più alta delle attese): a Piazza Affari il titolo chiude in rialzo del 2,6% a 14,58 euro. La compagnia guarda ora "al futuro con fiducia, come un gruppo indipendente, italiano, a vocazione internazionale", ha detto il group ceo Philippe Donnet. E dopo la vicenda Intesa, che tra fine gennaio e fine febbraio ha soppesato "possibili combinazioni industriali" con Generali, chiarisce di non sentirsi minacciata da possibili scalate e di non pensare ad aggiustamenti nelle strategie. "Non c'è nessuna minaccia di scalata da parte di nessuno, né dall'estero né in Italia. Sono favole, non è la realtà", ha detto Donnet. "Non abbiamo piani o iniziative differenti. Quella di Intesa Sanpaolo è una storia chiusa. La difesa ideale è decisamente creare valore per gli azionisti e come i risultati del 2016 mostrano il miglior sistema per creare valore per gli azioni-sti è implementare con successo il nostro piano strategico 'stand-alone', non dobbiamo fare null'altro". "Un aumento di capita- le non è all'ordine del giorno. Non c'è bisogno, ha poi replicato dopo la sollecitazione dei gruppo agen- ti Generali. Quanto alla quota del 3,4% di Intesa "non è strategica" e "verrà gestita nel miglior interesse della società". Da parte sua il ceo di Intesa Sanpaolo Carlo Messina ha escluso ripensamenti: "No assolutamente", ha detto interpellato al riguardo. Sulle acquisizioni l'approccio di Generali resta "opportunistico": "Guarderemo a delle operazioni se ci consentono di accelerare il piano" ma "al momento non c'è nulla sul tavolo", ha spiegato Donnet. Sulle dismissioni previste non sono arrivati aggiornamenti, salvo che tali "processi procedono in modo molto positivo", con "molto appetito" per le attività. Assieme ai risultati, Generali ha annunciato ieri di aver designato come amministratore delegato e direttore generale di Generali Real Estate Aldo Mazzocco, oggi in Cdp e atteso nel Cda dell'unità del Leone entro metà giugno. "V ogliamo aumentare la qualità del nostro portafoglio immobiliare" - ha spiegato Donnet - "è la persona giusta". Per il resto, non sono emersi particolari aggiornamenti sulle esposizioni più di attualità del gruppo Generali, salvo la svalutazione del 52% della quota nel fondo Atlante. Il gruppo ha ricevuto una richiesta di indennizzo da Banco Btg Pactual sulla svizzera Bsi, acquistata dal gruppo brasiliano nel 2015, è poi emerso nel bilancio della compagnia, che parla di "ferma contestazione" sull'iniziativa e di un contenzioso complesso di cui non è possibile stimare in modo attendibile l'esito.


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