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Giornata di rabbia e dolore



TELAVIV. Il giorno dopo la battaglia, mentre a Gaza in lutto nazionale si sono svolti i funerali dei manifestanti palestinesi uccisi, l’Onu, riunito in emergenza, non ha deciso alcuna azione pur chiedendo “un’indagine indipendente e trasparente” sui fatti accaduti venerdì nella Striscia. E mentre dall’Ue si invita a evitare l’escalation della tensione, il premier Benyamin Netanyahu ha ribadito che Israele “agisce con fermezza per proteggere la sua sovranità e sicurezza: tutto il rispetto per i nostri soldati che - ha detto - difendono i confini dello stato e consentono ai cittadini israeliani di celebrare tranquillamente” la Pasqua ebraica.

Qualche momento di tensione c’è stato anche ieri lungo la linea di confine a Gaza, uno a est di Jabalya nel nord della Strscia, il secondo a Khan Younis nel sud: i feriti tra i dimostranti - secondo fonti palestinesi - sono stati 25, ma nessuno grave.

La giornata, che a giudizio di molti commentatori sembrava gravida di conseguenze imprevedibili, non ha così rivissuto il clima di altissima tensione della “Marcia del ritorno” di venerdì. Anche se - va ricordato - la mobilitazione dei palestinesi per il “Land Day”, andrà avanti per altre sei settimane fino a metà maggio, data nella quale si ricorderà la “Nakba”, la “Catastrofe” della nascita di Israele nel 1948.

Hamas ha fatto sapere che 5 dei palestinesi uccisi negli scontri di venerdì erano membri dell’ala militare della organizzazione, le Brigate Izz ad-Din al-Qassam. Israele ha nuovamente ammonito sulle conseguenze di un possibile ritorno in forza da parte dei palestinesi ai reticolati di frontiera di Gaza.

Se la violenza continuerà lungo il confine, lo stato ebraico - ha detto il portavoce militare, generale Ronen Manelis - espanderà la sua reazione per colpire i militanti anche al di là della frontiera.

Se sul campo per ora lo scontro appare essersi ridotto, a cercare di prendere spazio è stata la

diplomazia. Nonostante l’intervento del segretario generale dell’Onu Antonio Guterres a favore “di un’indagine indipendente e trasparente”, i palestinesi hanno tuttavia condannato la mancanza di decisioni da parte del Consiglio.

Il portavoce del governo dell’Autorità nazionale palestinese, Youssef Mahmoud, ha denunciato la posizione di Usa e Gran Bretagna in Consiglio “che si sono schierate con l’ingiustizia e la tirannia rappresentata dall’occupazione israeliana”. Federica Mogherini, capo della diplomazia Ue, ha chiesto un “ritorno alla calma” per evitare “escalation violente”.Al tempo stesso ha sottolineato che “la libertà di espressione e di assemblea sono diritti fondamentali che devono essere rispettati”. Un richiamo al quale è sembrato

rispondere il Ministero degli Affari esteri israeliano, retto ad interim dal premer Benyamin Netanyahu.

“La frontiera tra Israele e Gaza - ha detto - separa uno stato sovrano da un’organizzazione terrorista. Separa uno stato che protegge i suoi cittadini da assassini che mandano la loro gente verso il pericolo”. “Chiunque per errore veda in questo spettacolo omicida anche un pizzico di libertà di espressione - ha concluso - è cieco verso le minacce che Israele fronteggia”.


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