Giovani indignati dagli scandali 
- Redazione

- 26 set 2018
- Tempo di lettura: 3 min

IL PAPA IN ESTONIA: “LA FORZA DI UN POPOLO NON È NELLE ARMI O LE MINACCE”
TALLINN. Indifferenza, fastidio, irritazione. Spesso anche indignazione. E’ quello che molti giovani - nell’analisi di papa Francesco sulla base anche dei questionari pre- Sinodo - provano verso la Chiesa, sia per la sua debole condanna verso gli “scandali sessuali ed economici”, tra abusi e finanze malate, sia per un’incapacità di ascolto su cui il Pontefice ha richiamato al “bisogno di convertirci”. E’ quasi un manifesto preliminare al Si- nodo che si celebrerà il mese prossimo sui giovani, quello che Bergoglio delinea in questa sua giornata in Estonia, in partico- lare nella Kaarli Lutheran Church, la chie- sa luterana di San Carlo a Tallinn, nell’incontro ecumenico con i giovani che costituisce uno degli appuntamenti finali del suo viaggio di quattro giorni nei Paesi baltici. Un viaggio dalle note multiformi, che dopo la Lituania cattolica all’80%, dopo la Lettonia dove i cattolici sono il 21% (i luterani il 25% e gli ortodossi l’11%), l’ha portato ieri in Estonia dove i cattolici sono solo cinquemila e la popolazione si dichiara al 75% non religiosa (ortodossi 15%, luterani 10%). “Sappiamo che molti giovani non ci chiedono nulla perché non ci ritengono interlocutori significativi per la loro esistenza. Alcuni, anzi, chiedono espressamente di essere lasciati in pace, perché sentono la presenza della Chiesa come fastidiosa e perfino irritante. Li indignano gli scandali sessuali ed economici di fronte ai quali non vedono una condanna netta; il non saper interpretare adeguatamente la vita e la sensibilità dei giovani per mancanza di preparazione; o semplicemente il ruolo passivo che assegniamo loro”, dice il Papa. “E’ brutto questo, quando una Chiesa, una comunità si comporta in modo tale che i giovani credono che ‘questi non mi diranno nulla e seguo la mia vita’”, osseva. “Queste sono alcune delle vostre richieste - spiega Francesco -. Vogliamo rispondere a loro, vogliamo, come voi stessi dite, essere una ‘comunità trasparente, accogliente, onesta, attraente, comunica-iva, accessibile, gioiosa e interattiva’”. Nella consultazione prima del Sinodo, “molti di voi chiedono che qualcuno vi accompagni e vi capisca senza giudicare e sappia ascoltarvi, come pure rispondere ai vostri interrogativi”, mentre “le nostre Chiese cristiane” a volte “si portano dietro atteggiamenti nei quali è stato più facile per noi parlare, consigliare, proporre dalla nostra esperienza, piuttosto che ascoltare, lasciarsi interrogare e illuminare da ciò che voi vivete”. “Tante volte le comunità cristiane si chiudono senza accorgersene e non ascoltano le vostre inquietudini”, aggiunge. “Oggi qui voglio dirvi che vogliamo piangere con voi se state piangendo, accompagnare con i nostri applausi e le nostre risate le vostre gioie, aiutarvi a vivere la sequela del Signore”, assicura il Papa, secondo cui “quando noi adulti ci chiudiamo a una realtà che è già un fatto, ci dite con franchezza: ‘Non lo vedete?’. E alcuni più coraggiosi hanno il coraggio di dire: ‘Non vi accorgete che nessuno vi ascolta più, né vi crede?’”. “Abbiamo davvero bisogno di convertirci, di scoprire che per essere al vostro fianco dobbiamo rovesciare tante situazioni che sono, in definitiva, quelle che vi allontanano”, conclude. Nell’incontro in mattinata con la giovane presidente Kersti Kaljulaid e le autorità del Paese, nella “capitale più settentrionale che il Signore mi ha dato di visitare”, il Papa mette in risalto i “passi da gigante” fatto dall’Estonia dopo la dissoluzione dell’Impero sovietico, ma avverte che “il benessere non è sempre sinonimo di vivere bene”, vista “la perdita del senso della vita e della gioia di vivere” nelle società tecnocratiche.
















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